Vibo, tra reperti di “archeologia idrica” e scavi impossibili: una giornata di “ordinaria manutenzione” con l’assessore Colelli
VIDEO - Sui social e nei cantieri il suo approccio pragmatico ha fatto breccia tra i cittadini. Noi lo abbiamo accompagnato in una sua mattinata tipo tra i tanti interventi avviati in città e frazioni. «Il nostro è un territorio fragilissimo, ma abbiamo detto basta alle soluzioni tampone»
Ogni giorno, a Vibo Valentia, un assessore si sveglia e sa che dovrà correre più veloce delle tante emergenze che, in città, si moltiplicano a ritmo incessante. L’assessore in questione è Francesco Colelli: entrato in giunta nel febbraio scorso a seguito del primo rimpasto targato Romeo, da allora è stato delegato alla manutenzione. Lo abbiamo accompagnato in una delle sue “giornate di ordinaria manutenzione”, uno slogan che fa il verso a un celebre film, buono per i social e che è ormai diventato il suo marchio di fabbrica. Improntato all’operatività e al pragmatismo, con un pizzico di sana ironia.
L’appuntamento è di buon mattino al Comune di Vibo Valentia. Dopo il caffè di rito in un bar del corso, inizia il tour tra i tanti interventi sparsi per la città e le sue frazioni. L’itinerario del giorno prende il via dalla sistemazione dei cordoli del marciapiede di viale Kennedy, all’angolo con via Protettì. Un rapido saluto agli operai del Comune e la verifica che l’intervento proceda per il meglio. «Abbiamo a disposizione pochi addetti - ci spiega l’assessore - e quindi dobbiamo adattarci alle necessità e alle urgenze che si presentano, scegliendo giorno per giorno a cosa dare priorità».
Al bando le “cravatte”, si rifà tutto il tratto
Raggiungiamo quindi via Bernardino Telesio, dove una ditta esterna è al lavoro su un tratto di condotta fognaria di circa 50 metri. «Erano almeno quattro anni che attendevamo un intervento - afferma una residente -. Qui anche la strada era sprofondata e c’erano continue perdite fognarie. Quando pioveva un po’ di più, saltava anche il tombino. Ora finalmente stanno facendo un lavoro come si deve».
Qui, oltre che sulla fogna è stato necessario intervenire anche sulla rete idrica, ormai ammalorata. «Abbiamo sostituito anche le tubature dell’acqua e creato un nuovo pozzetto che ci permetterà di ispezionare la rete se dovesse essercene la necessità in futuro», ci spiega il responsabile del cantiere.
«In passato si interveniva con le classiche cravatte per tappare le falle che si aprivano sui tubi - aggiunge Colelli -. Noi abbiamo deciso di sostituire interi tratti di rete con tubature in polietilene e quindi di fare interventi più duraturi. Ciò consente anche di stabilizzare la rete nella sua interezza e di evitare problemi di pressione che, a loro volta, mettono a rischio la tenuta delle tubature più vecchie».
Un Museo del presente in ufficio
E un campionario di vecchie tubature arrugginite (alcune rattoppate con le camere d’aria delle biciclette) l’assessore lo ha addirittura esposto nel suo ufficio creando un piccolo museo di archeologia idrica o, come lo ha definito lui stesso, un «Museo del presente. Sperando che presto diventi Museo del passato».
I pezzi più “pregiati” di questa originale collezione provengono dallo scavo di vico Pietà, nel cuore del rione Carmine, dove una grossa perdita ha messo a dura prova tutto il settore della manutenzione. «Abbiamo lavorato anche di notte, quando è più facile, in assenza di rumori di fondo, individuare le perdite in profondità. Qui ce n’era una che si disperdeva in un tombino profondo otto metri. Quindi abbiamo deciso di ripristinare tutto il tratto danneggiato facendo una corsa contro il tempo per non lasciare un’intera zona senz’acqua per quattro giorni. Nel frattempo un guasto elettrico ha rallentato i lavori di ripristino, ma presto procederemo con la sistemazione del vicolo» spiega Colelli.
Tra falsi allarmi per perdite vere
La complessità degli interventi deriva anche dalla vastità del territorio da coprire. Come se non bastassero i guai in città, anche nelle frazioni occorre tenere le antenne sempre tese. Ci spostiamo allora a Porto Salvo. Nel tragitto, il telefono in vivavoce dell’assessore continua a squillare. Sono richieste di interventi: buche da riparare, condotte da controllare, convenzioni da stipulare con altri Comuni o Enti. «A volte ci sono anche falsi allarmi - rivela sorridendo -, per problemi che poi magari riguardano gli impianti domestici: un’autoclave che non parte o tubi intasati. Il primo pensiero è però chiedere conto al Comune: noi verifichiamo, spieghiamo che non possiamo intervenire e passiamo al prossimo problema».
Quello di Porto Salvo è bello grosso. All’ingresso del paese ci accoglie una perdita consistente da cui zampilla un impressionante fiotto d’acqua. Il “geyser” si sprigiona da una condotta portante ed è riuscito a penetrare strati e strati di asfalto che si sono accumulati negli anni fino ad uno spessore di almeno 80 centimetri. «Per trovare la perdita abbiamo dovuto portare qui l’escavatore più grande», ci dicono gli operai della ditta incaricata.
Lavorare in una pozza colma d’acqua non è però possibile. Anche la pompa ad immersione non riesce a tenere il ritmo del flusso in uscita ed è necessario chiudere l’acqua. Così, dopo un giro di chiamate, sul posto arriva l’addetto di Sorical e si concorda l’interruzione della fornitura per il tempo necessario a completare l’intervento. «Questi sono disagi per i cittadini purtroppo - ammette Colelli - ma l’intervento o si fa così o non si riesce a fare».
Cimiteri e scuole, le rogne non mancano
Nelle già ampie competenze del Settore manutenzione, rientrano anche le aree cimiteriali. Sulla via del ritorno, allora, un passaggio dal cimitero di Triparni è d’obbligo. Qui si è intervenuti per restituire decoro alla camera mortuaria rifacendo il tetto e sostituendo gli infissi andati ormai in malora. Dai cimiteri (sono sette tra città e frazioni) alle scuole, le rogne non mancano. Nel plesso di via Gagliardi della Bruzzano si è intasato lo scarico fognario ed è stato inevitabile attivare l’autospurgo. «Facciamo numerosi interventi di spurgo sulla rete cittadina - commenta l’assessore -, e tanti nelle scuole dove, purtroppo, gli scarichi si intasano molto spesso. E si tratta di interventi molto onerosi».
L’“ordinaria manutenzione”, quindi, al di là del facile slogan per i social - sui quali quotidianamente Colelli pubblica foto e video - è un fatto reale e tangibile. In tanti glielo riconoscono e lo ringraziano per l’impegno, nei commenti o di persona, per la strada.
La poltrona o le risposte?
C’è un nuovo eroe in città? Una specie di Mister Wolf che risolve problemi? Anche se con il suo look non sfigurerebbe in un film di Tarantino, la risposta è “no”. C’è un amministratore pubblico che, viva Dio, ha preso sul serio il suo ruolo. «Siamo qui per occupare postazioni o per dare risposte?» si chiede più volte, non a caso, nel nostro viaggio tra una caditoria da pulire e un tubo da sostituire.
E insiste sul lavoro di squadra: «ci troviamo in un territorio fragile che richiede un'attenzione particolare e sforzi spesso sovrumani a tutto un Settore che è costretto ad intervenire sistematicamente su una rete idrica vetusta, su condotte fognarie datate e su problemi vari che attanagliano il territorio. Però possiamo dire che l'Amministrazione Romeo su questo piano sta cercando di dare una svolta».
Di sicuro è cambiato l’approccio rispetto agli anni passati, riconosce. «Quegli interventi tampone storicizzati noi li stiamo convertendo in interventi definitivi e risolutivi. L'intervento tampone equivale a mettere la polvere sotto il tappeto, a noi interessa una soluzione che possa assicurarci una durata a lungo termine e, in questo, gli uffici stanno facendo un lavoro davvero ciclopico che è votato esclusivamente a dare risposte serie ai cittadini».