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23/10/2025 ore 13.12
Cronaca

Vibo, tentano di nascondere un telefonino in carcere e usano un “lanciafiamme” contro la polizia penitenziaria

Un fornello a gas trasformato in un’arma. La rivolta domata grazie alla professionalità degli agenti che hanno deferito due detenuti all’autorità giudiziaria

di Giuseppe Baglivo

Una rivolta all’interno del carcere di Vibo Valentia è stata domata dalla polizia penitenziaria. Nel reparto di Media sicurezza, gli agenti hanno infatti avviato un controllo mirato su due detenuti che hanno reagito con violenza, barricandosi in cella e dando il via ad una violenta reazione armati di oggetti metallici, strappati da un tavolo ed usati come spranghe, ed un fornello a gas usato come una sorta di lanciafiamme artigianale. Scansando il fuoco ed evitando gravi ustioni, la polizia penitenziaria è riuscita a ripristinare l’ordine senza che nessuno tra gli agenti e i detenuti riportasse ferite. Messa in sicurezza l’area dove sono avvenuti i disordini, i due detenuti sono stati quindi bloccati e trasferiti in un’altra cella ed isolati, oltre ad essere denunciati alla Procura di Vibo Valentia per i disordini provocati nell’istituto penitenziario. La perquisizione all’interno della cella ha permesso alla polizia penitenziaria di rinvenire un telefonino, strumento di comunicazione assolutamente vietato in carcere. A complimentarsi con la professionalità della polizia penitenziaria di Vibo Valentia è stato Sandrino Scalzo, segretario provinciale dell’Osapp.