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20/10/2026 ore 12.47
Cronaca

Vibo, serrande abbassate contro il carovita: chiude il 90% dei negozi. I commercianti al presidio di Sant’Onofrio

Corso Vittorio Emanuele III (ma non solo) si svuota per la protesta a sostegno di agricoltori e autotrasportatori. Adesione ampia in città e nel Vibonese. Solo negozi di alimentari, farmacie e tabaccherie rimasti aperti per motivi organizzativi. Tra i cittadini cresce la preoccupazione per i rincari e per le possibili ripercussioni sulle forniture

di Cristina Iannuzzi

Corso Vittorio Emanuele III si è presentato questa mattina con un’immagine insolita: quasi tutte le serrande abbassate e poche attività aperte. Una partecipazione ampia, maturata nel giro di appena 24 ore, per la serrata organizzata in segno di solidarietà con agricoltori e autotrasportatori, da giorni mobilitati contro il caro vita e l’aumento dei costi, a partire da quello del gasolio.

Secondo le stime raccolte sul posto, circa il 90% delle attività commerciali ha aderito all’iniziativa. I titolari dei negozi e i loro dipendenti hanno raggiunto il presidio di Sant’Onofrio.

Sulle vetrine dei negozi chiusi sono comparsi soprattutto i volantini diffusi nelle ore precedenti sui social: «Tutti uniti contro il caro vita e il caro gasolio. Mezza giornata di chiusura in segno di solidarietà e protesta». In altri casi, gli esercenti hanno scelto di affiggere l’articolo 1 della Costituzione: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro».

Carovita, la protesta si allarga nell'ultimo giorno di mobilitazione: i commercianti di Vibo e le segherie delle Serre chiudono e vanno ai presidi autostradali

Le attività aperte e le ragioni di chi non ha chiuso

La serrata non ha coinvolto tutti. Sono rimasti aperti diversi esercizi di generi alimentari, le farmacie e le tabaccherie, oltre ad alcuni negozi che, pur condividendo le ragioni della protesta, hanno dovuto fare i conti con impegni di lavoro e scadenze non rinviabili.

Un tabaccaio ha spiegato di non aver potuto abbassare la serranda anche per la presenza di operazioni legate al Lotto. «Non è una questione di non aver aderito alla protesta», ha precisato, ribadendo la propria solidarietà agli agricoltori e agli autotrasportatori.

Anche un negozio di articoli sportivi ha spiegato di aver partecipato solo in parte all’iniziativa.  

Per i supermercati, invece, la necessità di garantire la continuità del servizio ha reso più difficile aderire. «Siamo nel supermercato», hanno spiegato gli addetti di un punto vendita, confermando comunque la vicinanza alle ragioni della mobilitazione.

«Se dura per giorni, saranno problemi»

Tra i cittadini intervistati, in molti hanno condiviso le ragioni della protesta, collegando le difficoltà degli agricoltori e degli autotrasportatori al costo della vita e alle possibili conseguenze per tutti.

Un anziano, dopo aver notato le numerose serrande abbassate, ha raccontato di aver cercato pomodori nei supermercati senza riuscire a trovarli. «Vuol dire che non è arrivato niente», ha osservato, esprimendo preoccupazione per le conseguenze di un eventuale prolungamento della protesta. «Se dura così per giorni, sono belle gatte da pelare».

Anche una coppia, fermatasi davanti alla vetrina di un negozio chiuso per leggere il manifesto, ha espresso sostegno all’iniziativa. «Fanno benissimo. È giusto che si manifesti pacificamente, con il massimo ordine e la massima tranquillità», hanno commentato.

La serrata ha interessato non soltanto il centro di Vibo Valentia, ma anche attività commerciali situate in altre vie della città e in diversi comuni del Vibonese. Nelle stesse ore, in Prefettura si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, anche alla luce della protesta e delle iniziative attive in corrispondenza degli svincoli autostradali di Sant’Onofrio, Pizzo e Vazzano.