Vibo Marina, via Vespucci diventa corridoio d’emergenza per Meridionale Petroli: ecco il Piano che cambia faccia alla città
Fino al 28 giugno cittadini e associazioni possono inviare osservazioni alla Prefettura ma immaginare alternative è impossibile. La bozza riserva una corsia larga 3,50 metri e lunga 240 ai mezzi di soccorso, elimina gli spazi di sosta e riaccende il confronto sulla delocalizzazione dei serbatoi
Una corsia larga tre metri e mezzo, lunga circa 240 metri, che può cambiare il destino quotidiano di un pezzo di città. Nel nuovo Piano di emergenza esterna relativo al deposito costiero della Meridionale Petroli di Vibo Marina, pubblicato sui siti del Comune e della Prefettura, il punto che più incide sulla vita dei cittadini riguarda via Amerigo Vespucci, la strada che costeggia lo stabilimento e consente l’accesso a una delle spiagge più frequentate dai vibonesi.
Il documento è ancora nella fase della consultazione pubblica che durerà un mese (fino al 28 giugno), durante il quale cittadini, associazioni, enti e soggetti interessati possono presentare osservazioni, proposte o richieste alla Prefettura, anche tramite gli uffici comunali. Solo dopo questa finestra il Piano potrà arrivare alla sua approvazione definitiva che presumibilmente non subirà grandi modifiche, visto che i margini di manovra sono praticamente assenti di fronte ad un adempimento irrigidito dalle severe normative in materia di sicurezza. La bozza, dunque, mette già nero su bianco un cambio di scenario radicale, nel quale l’area di via Vespucci non viene più letta solo come strada litoranea, parcheggio e accesso al mare, ma come parte di un dispositivo di sicurezza collegato alla presenza di un impianto industriale a rischio di incidente rilevante.
Il Piano di emergenza esterna è il documento con cui la Prefettura stabilisce cosa deve accadere fuori dallo stabilimento se all’interno si verifica un evento grave, come un incendio o una fuoriuscita di carburante. Serve a organizzare soccorsi, viabilità, informazione alla popolazione e misure di protezione. Nel caso di Meridionale Petroli, il deposito che si staglia tra banchina del porto e spiaggia occupa oltre 26mila metri quadrati e comprende serbatoi fuori terra destinati a gasolio, benzina, biodiesel e additivi. Nel raggio di 500 metri il Piano censisce 445 residenti e stima fino a 432 tra lavoratori e clienti, senza contare l’afflusso stagionale verso lidi e spiaggia.
La strada che diventa corridoio di emergenza
Il piano prevede che l’Autorità di sistema portuale disponga misure di interdizione al traffico per garantire il transito dei mezzi di soccorso, attraverso una corsia di emergenza di circa 240 metri che segue il profilo sud dello stabilimento, riservata esclusivamente ai soccorritori e delimitata da cordoli fissi alti oltre 15 centimetri e da birilli nero-gialli distanziati tra loro. La larghezza prevista, come detto, è di 3,50 metri.
La corsia dovrebbe partire nei pressi del varco di uscita delle autobotti della Meridionale Petroli e arrivare fino al cancello d’ingresso dei mezzi di soccorso lato mare. La carreggiata restante, per buona parte configurata a doppio senso di marcia, resterebbe destinata ai mezzi privati e ai mezzi di soccorso in uscita dallo stabilimento. La prima cosa a sparire, dunque, sarebbero gli stalli per la sosta lungo via Vespucci, che consentono a chi frequenta la spiaggia di parcheggiare la propria auto. In corrispondenza dell’uscita delle autobotti è previsto anche un impianto semaforico per regolare il senso unico alternato.
Il Comune, secondo la bozza, dovrà garantire costantemente la piena fruibilità della corsia riservata, occupandosi di manutenzione, vigilanza e regolazione della circolazione. Una grana bella grossa per il sindaco Enzo Romeo, che si ritrova a fare il parafulmine di un malcontento destinato a crescere, per giunta in un contesto già minato dalle polemiche sulla delocalizzazione sempre più improbabile dei depositi costieri che caratterizzano lo skyline di Vibo Marina da oltre 60 anni e promettono di restarci almeno altri 20. Insomma, oltre al danno, comincia a prendere forma concreta quella che a molti appare come una beffa.
Il nodo dei parcheggi e la protesta
Negli ultimi giorni il tema è esploso con la presa di posizione dell’imprenditore Francesco Cascasi, che ha parlato di una «sostanziale espropriazione del diritto dei cittadini alla fruizione della spiaggia». Una posizione condivisibile ma “interessata” (è, tra l’altro, il proprietario del lido-ristorante La Rada che sorge alla fine di via Vespucci), visto che sull’ipotesi di delocalizzazione dell’impianto industriale poggia gran parte del suo progetto turistico da 27 milioni di euro che ruota intorno a 300 nuovi posti barca, alberghi, resort. Dopo il suo appello, il comitato "No deposito" ha organizzato un sit-in per il 4 giugno alle 16 davanti ai cancelli della Meridionale Petroli.
Alla protesta ha aderito anche la sezione vibonese di Italia Nostra, che ha annunciato la nascita del comitato Rir, acronimo di "Rischio incidenti rilevanti", legando la mobilitazione alla difesa dell’accesso al mare e alla sicurezza dei cittadini. Sul fronte politico, Antonio Schiavello (Fdi) ha definito inaccettabile l’idea di sacrificare parcheggi e accesso alla spiaggia, chiedendo al sindaco di chiarire se esistano soluzioni alternative.
Dal canto suo, il primo cittadino si è detto sostanzialmente con le mani legate, perché l’attuazione delle prescrizioni del Piano rappresenta un adempimento tecnico e giuridico non eludibile. Per Romeo, la sicurezza pubblica viene prima di ogni altra valutazione, pur restando confermato l’obiettivo politico dello spostamento dei serbatoi nell’area industriale di Porto Salvo, sebbene un procedimento amministrativo di delocalizzazione non risulti ancora concretamente avviato ed ha trovato la furente e inusuale opposizione dell’azienda, che in diverse occasioni ha clamorosamente smentito la narrazione ottimistica del Comune.
Il paradosso di via Vespucci
La bozza del Piano fotografa anche un apparente paradosso: le zone di sicuro impatto e di danno, secondo l’analisi di rischio, restano entro distanze molto contenute, rispettivamente fino a 24 e 32 metri. Ma la zona di attenzione arriva a 500 metri e coinvolge un pezzo vivo di Vibo Marina: abitazioni, attività, lidi, ristoranti, uffici, strutture portuali e assi viari. È in questa fascia che il Piano organizza l’eventuale emergenza, e quindi anche la capacità di isolare l’area, deviare il traffico e far passare i soccorsi.
In caso di allarme, il documento prevede la chiusura al transito di via Vespucci e di altre strade della frazione, mentre ai residenti verrebbe chiesto di ripararsi al chiuso, chiudere porte e finestre, evitare fiamme libere e seguire le indicazioni delle autorità.
Insomma, via Vespucci non viene più trattata soltanto come una strada di accesso alla spiaggia, ma nei fatti diventa un’infrastruttura di protezione civile al servizio di un’area industriale. E finché i serbatoi resteranno lì, la fruizione del mare continuerà a essere subordinata alle esigenze di sicurezza del deposito.