Vibo Marina, la Tonnara Santa Venere riconosciuta bene culturale tutelato: emanato il decreto che sancisce il valore storico del sito
Il ministero della Cultura dichiara di interesse particolarmente importante l’antica struttura. Un passaggio di rilievo per la memoria marittima del territorio e per il futuro della sua valorizzazione pubblica
La Tonnara Santa Venere è stata dichiarata bene di interesse particolarmente importante ed entra ufficialmente nel patrimonio culturale tutelato della Repubblica. A stabilirlo è un decreto del Ministero della Cultura – Segretariato regionale per la Calabria, adottato ai sensi degli articoli 10 e seguenti del Decreto legislativo 42 del 2004.
Il provvedimento riguarda il complesso situato tra via Michele Bianchi, via Piemonte e via Lombardia e riconosce il valore del sito.
Soddisfazione è stata espressa dallo storico Antonio Montesanti, da anni impegnato nella battaglia per il riconoscimento della Tonnara Santa Venere.
La Tonnara di Bivona: quasi mille anni di storia documentata«Si comunica con viva soddisfazione che il Ministero della Cultura – Segretariato Regionale per la Calabria – ha emanato il decreto con cui l’immobile denominato “Tonnara Santa Venere” è stato dichiarato bene di interesse particolarmente importante», ha detto lo storico.
«Il provvedimento rende merito al nostro impegno ed a quello della Pro Loco di Vibo Marina e riconosce il valore storico, architettonico e demo-etno-antropologico del complesso, testimonianza materiale della lunga tradizione della pesca del tonno e della formazione dell’identità marittima ed economica della comunità costiera vibonese», ha aggiunto Montesanti.
«Con questo atto la Tonnara entra a pieno titolo nel patrimonio culturale tutelato della Repubblica. Ogni intervento futuro dovrà pertanto rispettare le disposizioni previste dal Codice dei beni culturali, garantendone conservazione e integrità», ha proseguito.
Nel ripercorrere la storia del sito, Montesanti ha ricordato che «le radici della Tonnara affondano in età medievale, mentre nell’Ottocento il complesso fu rilanciato dall’imprenditore trapanese Giacomo Adragna D’Alì, protagonista di una stagione produttiva che accompagnò la nascita e lo sviluppo del porto e dell’abitato moderno».
«Il decreto rappresenta un passaggio storico: una legittimazione ufficiale del ruolo che la civiltà della tonnara ha avuto nella costruzione del paesaggio, del lavoro e della memoria collettiva», ha continuato lo storico.
Montesanti conclude guardando al futuro: «Nel salutare con favore l’importante decisione ministeriale, auspichiamo che possa aprirsi una nuova fase orientata alla valorizzazione pubblica del bene, attraverso iniziative di acquisizione, restauro e rifunzionalizzazione culturale».
«La tutela è oggi una certezza. La valorizzazione è la responsabilità che ci attende».