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17/07/2026 ore 17.32
Cronaca

Vibo Marina, La Rada replica dopo il sequestro del lido: «Concessione demaniale valida, il ritardo nella proroga è stato causato dalla burocrazia»

Le società riconducibili all’imprenditore vibonese Francesco Cascasi intervengono dopo il controllo dei carabinieri a seguito del quale è stata inibita l’attività turistica sull’arenile, mentre il ristorante è regolarmente aperto: «La richiesta è stata presentata all’Autorità portuale a marzo, ma hanno chiesto un’integrazione dei documenti ieri, nel giorno stesso del controllo»

di Redazione

La Rada Srl e Gramaca Srl intervengono dopo il controllo dei carabinieri che, nella giornata di ieri, 16 luglio, ha interessato lo stabilimento balneare La Rada di Vibo Marina. Le due società precisano innanzitutto che il provvedimento avrebbe riguardato «solo gli ombrelloni e le sdraio poste sull’arenile», mentre il ristorante e il bar continuerebbero a svolgere regolarmente la propria attività.

È una versione che precisa il quadro emerso nelle ore immediatamente successive all’intervento dei militari dell’Arma, quando era stata riferita l’inibizione dell’attività dello stabilimento balneare per una presunta mancata corrispondenza tra la società titolare della concessione demaniale e quella che concretamente gestisce i servizi sulla spiaggia. Nel corso dello stesso controllo era stata inoltre segnalata la sospensione dell’attività del bar per alcune irregolarità che sarebbero state riscontrate nel deposito utilizzato per conservare le bibite.

Vibo Marina, chiuso il lido La Rada dopo un controllo dei carabinieri: contestata la titolarità della concessione demaniale

La replica delle due società

Le società, «nell’attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria in merito al sequestro», sostengono che la vicenda, che ha avuto «un importante clamore mediatico», non sarebbe riconducibile all’assenza di una concessione demaniale, ma rappresenterebbe «la conseguenza di una disfunzione dell’apparato burocratico-amministrativo».

«La Rada – si legge nel comunicato – ha la concessione demaniale in corso di validità e questo legittima l’occupazione del demanio marittimo e lo svolgimento dell’attività». Una circostanza che, secondo le due società, sarebbe confermata proprio dal fatto che «il ristorante e il bar proseguono regolarmente nell’erogazione dei servizi».

Il nodo contestato, dunque, non riguarderebbe il possesso originario di un titolo autorizzativo, ma un successivo adempimento amministrativo. «Quello che ha costituito la disfunzione – spiegano La Rada e Gramaca – ha riguardo non a un’autorizzazione, bensì alla conferma di una proroga».

La richiesta presentata a marzo

Secondo la ricostruzione fornita dalle società, la richiesta per ottenere la conferma della proroga sarebbe stata presentata nei primi giorni di marzo del 2026. Un procedimento che, a loro giudizio, «avrebbe dovuto avere un iter molto snello e veloce», anche alla luce dei principi generali che regolano la durata dei procedimenti amministrativi.

Non ricevendo riscontro, le società avrebbero sollecitato per due volte la definizione della pratica: una prima comunicazione sarebbe stata inviata l’11 giugno e una seconda il 6 luglio. Nessuna risposta, però, sarebbe arrivata prima del controllo eseguito dai carabinieri.

«Purtroppo – prosegue la nota – la risposta da parte dell’Autorità portuale, con la richiesta di integrazione documentale, è giunta solo il 16 luglio 2026, ossia qualche ora dopo l’accesso dei carabinieri presso la struttura, provocando l’evento che si è verificato nella stessa giornata».

La tesi delle società è quindi che il sequestro degli ombrelloni e delle sdraio sia stato determinato non dall’assenza della concessione demaniale in capo a La Rada, ma dalla mancata conclusione, nei tempi richiesti, dell’iter amministrativo relativo alla conferma della proroga e dalla successiva richiesta di integrare la documentazione.

In attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria

Resta adesso da comprendere quali saranno le valutazioni dell’autorità giudiziaria sul provvedimento e se la documentazione integrativa richiesta dall’Autorità portuale consentirà di regolarizzare rapidamente la posizione relativa ai servizi svolti sull’arenile.

Il controllo si inserisce nella più ampia attività condotta nelle ultime settimane dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia negli stabilimenti balneari e nelle strutture turistiche del territorio. Le verifiche hanno riguardato, tra l’altro, l’occupazione del demanio marittimo, la sicurezza nei luoghi di lavoro, l’igiene e la tracciabilità degli alimenti, la gestione dei rifiuti e la regolarità dei rapporti di lavoro.