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05/06/2026 ore 06.15
Cronaca

Vibo Marina, in pochi alla protesta contro i serbatoi di Meridionale Petroli. Romeo: «La delocalizzazione resta la priorità»

Circa 150 persone hanno partecipato alla manifestazione promossa dal comitato “No deposito” dopo l’annuncio del Piano di emergenza che limiterà l’accesso a via Vespucci e alla spiaggia. Il sindaco: «Il dispositivo di sicurezza va applicato, ma l’obiettivo di spostare l’impianto non cambia»

di Cristina Iannuzzi

Appena 100-150 persone si sono ritrovate nel tardo pomeriggio di ieri davanti ai cancelli della Meridionale Petroli per partecipare alla mobilitazione promossa dal comitato “No deposito” contro le limitazioni previste dal Piano di emergenza esterna in fase di adozione da parte dell’Autorità di sistema portuale. Una partecipazione sotto le aspettative degli organizzatori, nonostante l’obiettivo della contestazione che, almeno in teoria, raccoglie consensi unanimi: le conseguenze che il piano avrà sull’area dell’arenile raggiungibile da via Vespucci. Le nuove misure di sicurezza prevedono infatti la realizzazione di una corsia di emergenza che comporterà l’eliminazione degli attuali parcheggi utilizzati per accedere alla spiaggia pubblica.

Tra i presenti anche l’imprenditore Francesco Cascasi, che nei giorni scorsi aveva diffuso una lettera aperta criticando il nuovo assetto previsto dal piano. «Dalla delocalizzazione dei serbatoi siamo passati alla “delocalizzazione” dell’arenile», aveva dichiarato, contestando la perdita degli stalli di sosta a favore della corsia riservata ai mezzi di emergenza.

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La manifestazione, presidiata dalle forze dell’ordine, ha visto la partecipazione di amministratori locali, rappresentanti di associazioni e numerosi cittadini. Assenti, invece, rappresentanti regionali e delle organizzazioni sindacali. Tra i manifestanti anche un cittadino che ha esposto un cartello con le scritte “Free Vibo Marina” e “Vibo merita”.

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L'arrivo del sindaco Romeo

Atteso dai partecipanti, il sindaco Enzo Romeo ha raggiunto il presidio poco dopo le 18. 

«Questa sera mi sento più forte perché la vostra presenza dà forza a una battaglia che l’amministrazione comunale porta avanti da circa un anno», ha affermato il primo cittadino.

Romeo ha sottolineato come la questione sia sentita non solo a Vibo Marina ma in tutta la città: «Lo sviluppo di Vibo Marina determina anche lo sviluppo di Vibo Valentia. Questa risposta così partecipata dimostra che la battaglia per la delocalizzazione dei depositi è condivisa dalla cittadinanza».

Il sindaco ha inoltre ricordato il voto unanime del Consiglio comunale sull’ordine del giorno dedicato al trasferimento degli impianti costieri.

«La società è disponibile alla delocalizzazione»

Rispondendo alle domande dei cronisti, Romeo ha spiegato di mantenere contatti costanti con il presidente dell’Autorità di sistema portuale Paolo Piacenza, con il Ministero competente e con i vertici della Meridionale Petroli.

«La società non ha cambiato posizione ed è disponibile alla delocalizzazione», ha dichiarato. Secondo il sindaco, il trasferimento richiederà però un sostegno economico da parte delle istituzioni nazionali e regionali, considerato che l’azienda ritiene necessario un contributo pubblico per affrontare i costi dell’operazione.

Romeo ha rivendicato inoltre il risultato ottenuto sul fronte della concessione, inizialmente prevista per vent’anni e successivamente ridotta a quattro. «In questo periodo dobbiamo creare le condizioni affinché l’azienda possa dismettere l’impianto di Vibo Marina e realizzare quanto necessario nell’area di Portosalvo», ha aggiunto.

Il nodo dell'area di Portosalvo

Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato il possibile sito individuato per il trasferimento. Romeo ha contestato la tesi secondo cui il terreno non sarebbe disponibile a causa della classificazione di rischio idrogeologico R4.

«Esistono 18 milioni di euro assegnati al Comune di Vibo Valentia dal Dipartimento della Protezione civile per la messa in sicurezza delle aree interessate. Anche l’area di Portosalvo rientra in questo contesto», ha spiegato.

Per il sindaco, il percorso dovrà proseguire attraverso la collaborazione tra Comune, Regione, Ministero, Autorità portuale e azienda, con l’obiettivo di accompagnare concretamente il trasferimento dell’impianto.

«Non possiamo sottrarci alla legge»

Pur comprendendo le preoccupazioni dei cittadini, Romeo ha escluso la possibilità di contestare formalmente il Piano di emergenza esterna.

«Come istituzione non posso contestare un atto sostenuto dalla Prefettura, dal Comitato tecnico regionale e dall’Autorità di sistema portuale», ha affermato.

Il sindaco ha riconosciuto che la nuova organizzazione degli spazi comporterà disagi durante l’estate: «Comprendo il disagio dei cittadini, ma le istituzioni non possono sottrarsi all’applicazione della legge. Il piano di emergenza deve essere predisposto, realizzato e applicato», ha concluso.