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05/10/2026 ore 08.37
Cronaca

Vibo Marina, gli agricoltori bloccano le autocisterne di carburante. E scatta la solidarietà di poliziotti e autisti

VIDEO | Dalle prime luci dell’alba hanno presidiato con i loro trattori viale delle Industrie, fermando i mezzi diretti o in uscita dai depositi Eni e Meridionale Petroli. Protesta contro il caro gasolio: «La politica si deve vergognare, gli sconti sono fumo negli occhi». Annunciati nuovi presidi, fino all’aeroporto di Lamezia

di Stefano Mandarano

La mobilitazione degli agricoltori si è concentrata, dalle prime luci dell'alba, in uno dei punti strategici dell'approvvigionamento di carburanti dell'intera regione.

I trattori hanno bloccato l'accesso a viale delle Industrie, a Vibo Marina, principale collegamento con i depositi dell'Eni e della Meridonale Petroli: da qui passa gran parte dei carburanti che riforniscono l'intera Calabria.

Diverse le autobotti bloccate: alcune, in vista della protesta avevano anticipato il carico ma sono state fermate in uscita. A diverse altre, all'opposto, è stato impedito pacificamente l'accesso. Collaborativo l'atteggiamento dei trasportatori che, sposando le ragioni della protesta, non hanno fatto opposizione al blocco. Disteso anche l'atteggiamento delle forze dell'ordine giunte in buon numero sul posto. Non sono mancati momenti di solidarietà, con qualcuno che ha portato caffè e cornetti da offrire sia ai manifestanti che agli agenti impegnati nel servizio.

Mentre parte della protesta calabrese si va concentrando sulla Cittadella regionale, nel Vibonese si è deciso di aggredire simbolicamente il cuore del problema. Esasperati, come nei giorni scorsi, i toni delle rivendicazioni da parte degli agricoltori: il caro gasolio resta un cappio al collo che strozza le piccole imprese a fronte di ricavi sempre più esigui.

«Vogliamo richiamare all’ordine la politica. Stamattina dovevo essere a raccogliere olive - racconta ai nostri microfoni Antonio Mastroianni, imprenditore olivicolo lametino e uno dei volti della mobilitazione - e invece sono qui a protestare. Qui c’è gente che lavora, la politica dovrebbe chiedere scusa ai calabresi - prosegue, riferendosi alle parole della sottosegretaria Ferro che ha segnalato la presenza di “criminali” nelle proteste -. Siamo tutte persone oneste che lavoriamo. La politica dovrebbe vergognarsi, a noi servono risposte subito».

L'olivicoltore si rivolge quindi direttamente al Governo, chiedendo interventi concreti per il comparto agricolo e per le famiglie: «A livello nazionale lo Stato può ancora correggere, però si devono mettere una mano sulla coscienza. Non pensino di poterci prendere in giro raccontandoci le solite favole».

Nel suo sfogo Mastroianni critica anche il rapporto tra politica e mondo agricolo, soffermandosi sul ruolo dell'assessore all'Agricoltura: «A quell’assessorato dovrebbe starci un contadino che ha lavorato, che sa cosa significa il sacrificio e vivere del proprio lavoro e non gente che prende 18mila euro al mese quando un pensionato deve andare avanti con 500 euro. Con quale coraggio vi presentate ancora nelle case dei cittadini a chiedere il voto?».

La mobilitazione, assicurano gli organizzatori, non si fermerà a Vibo Marina. Nei prossimi giorni il fronte della protesta potrebbe spostarsi su altre piazze strategiche della Calabria, con l’obiettivo dichiarato d’intervenire sui principali snodi del sistema dei trasporti, dall’aeroporto di Lamezia Terme all’autostrada A2 del Mediterraneo.

A ribadirlo è Matteo Talarico, presidente del Movimento Territorio e Agricoltura: «La protesta continua e alzeremo il tiro ogni giorno che passa».

Poi il riferimento alle misure annunciate da Occhiuto per contenere il costo del carburante: «Ancora non sappiamo come verranno distribuiti questi 15 milioni di euro, ma in ogni caso è una misura molto parziale. Noi non possiamo più tirare avanti, siamo in condizioni disperate e anche lo sconto sul gasolio agricolo fino al 30 ottobre ci sembra solo fumo negli occhi. Dobbiamo vendere i nostri prodotti al prezzo giusto, non possiamo continuare a produrre sottocosto e lavorare in perdita». E sulle prossime iniziative il presidente del Movimento Territorio e Agricoltura non lascia spazio a dubbi: «Le prossime tappe? Bloccheremo l’aeroporto di Lamezia Terme e l’autostrada. Non ci fermeremo qui».