Vibo dice addio alla piccola Clara: chiesa gremita ai funerali della bimba di due anni soffocata da un pezzetto di wurstel
In un clima di profonda commozione e dolore si sono tenute questo pomeriggio le esequie di Clara Artusa, deceduta ieri all’ospedale Jazzolino dove era giunta in condizioni disperate. Incommensurabile lo strazio dei due giovani genitori che hanno accompagnato la bara bianca
Un silenzio rotto solo dai singhiozzi e dal pianto quello che questo pomeriggio ha dominato la chiesa Regina Pacis di Vibo Valentia. Alle 15.30, come annunciato, si sono svolti i funerali della piccola Clara Artusa, la bambina di appena due anni e mezzo la cui vita si è spezzata tragicamente ieri all’ospedale Jazzolino, dove è giunta già in condizioni disperate a causa di un pezzetto di wurstel che l’ha soffocata.
La chiesa quasi non è riuscita a contenere l’abbraccio della città. Era gremita in ogni ordine di posti, così come il piazzale antistante, colmo di persone strette in un raccoglimento composto e straziante. Un’intera comunità si è fermata per accompagnare Clara nel suo ultimo viaggio, testimoniando con la propria presenza una vicinanza profonda, autentica, che andava oltre le parole.
Davanti all’altare, attorno alla piccola bara, il dolore si è fatto carne. I genitori, Anastasia Cimato e Salvatore, erano lì, devastati da una sofferenza che non ha nome, sorretti a stento dall’affetto dei familiari. I loro volti raccontavano uno strazio inimmaginabile che ha preso forma nel peluche rosa che la giovane mamma stringeva tra le braccia. E il pensiero correva inevitabilmente al fratellino di Clara, Dominik, a una famiglia spezzata da un destino crudele e improvviso.
Clara è stata ricordata sul manifesto funebre come “una piccola stella che ha illuminato i nostri cuori”. E oggi quella luce l’ha restituita sotto forma di commozione collettiva, di lacrime condivise.
All’uscita del feretro, il tempo si è fermato. Un lungo applauso e il triste rito dei palloncini bianchi che volano in cielo, ha accompagnato il feretro dal quale i genitori della piccola non volevano staccarsi. È stato forse il momento più drammatico e doloroso di una cerimonia funebre che ha visto Vibo stringersi a questa famiglia con l’esistenza in frantumi, nella consapevolezza che ci sono dolori che non si superano, ma si imparano solo a portare. E oggi, quel dolore, è diventato il dolore di tutti.