Vibo, commercianti ed esercenti sottoscrivono in Comune il protocollo per la sicurezza. Ecco cosa prevede
Gli imprenditori che aderiscono assumono precisi obblighi di prevenzione e collaborazione con le forze dell’ordine. Il questore: «Segnalate alla prima anomalia che notate». Telecamere, illuminazione, alcol ai minori, regole per i clienti: tutte le prescrizioni
A Vibo Valentia bar, ristoranti, strutture ricettive e altri esercizi pubblici scelgono di entrare in una rete di collaborazione con istituzioni e forze dell’ordine. Questa mattina, nella sala consiliare del Comune, numerosi operatori economici hanno formalizzato la propria adesione al Protocollo d’intesa sulla sicurezza promosso dalla Prefettura e sottoscritto lo scorso anno dagli enti locali, dalla Camera di commercio e dalle associazioni di categoria.
Un’adesione che comporta però molto più di un generico impegno alla legalità. Il protocollo, sottoscritto a livello provinciale il 22 luglio 2025, introduce infatti una serie di misure concrete alle quali gli esercenti che scelgono di entrare nel sistema devono attenersi, prevedendo al tempo stesso specifici meccanismi premiali per i gestori considerati “virtuosi”.
Videosorveglianza, illuminazione e collaborazione con le forze dell’ordine
Tra le misure previste c’è innanzitutto la videosorveglianza esterna, obbligatoria per i locali dove si svolgono spettacoli e intrattenimenti e per le attività autorizzate alla gestione di scommesse e giochi. Il sistema deve riprendere vie di accesso e uscite di sicurezza e le immagini devono poter essere messe rapidamente a disposizione delle forze dell’ordine, anche di notte o nei giorni festivi.
Il protocollo contempla inoltre la possibilità di collegare, laddove tecnicamente possibile, le telecamere private alle piattaforme di videosorveglianza comunali. Agli esercenti viene chiesto anche di garantire un’adeguata illuminazione delle aree interessate dall’attività e di segnalare tempestivamente alle forze di polizia situazioni sospette, eventi capaci di richiamare grandi quantità di persone o circostanze che possano creare problemi per l’ordine pubblico.
È proprio sull’importanza di questa prevenzione attiva che si è soffermato il questore di Vibo Valentia Rodolfo Ruperti, invitando i gestori a non attendere che una situazione degeneri, ma a rivolgersi alle forze dell’ordine già davanti ai primi segnali di rischio.
Alcol, minori e un codice di condotta per i clienti
L’accordo interviene anche sulla somministrazione di alcolici e sulla tutela dei minori. Gli esercenti aderenti devono rispettare le prescrizioni previste per il consumo di alcol nella fascia compresa tra mezzanotte e le 7, vigilare sul divieto di vendita ai minorenni e impedire loro l’accesso agli apparecchi da gioco per i quali è previsto il divieto.
Una delle novità più significative riguarda il Codice di condotta dell’avventore, che deve essere esposto in maniera visibile nel locale e pubblicizzato anche attraverso gli eventuali siti internet dell’attività. Tra i comportamenti vietati figurano l’introduzione di armi improprie, sostanze stupefacenti o alcolici provenienti dall’esterno, l’uso di spray urticanti, il danneggiamento dei dispositivi antincendio, l’ostruzione delle uscite di sicurezza e i comportamenti molesti o in grado di disturbare la quiete pubblica. La violazione del codice può costituire motivo per rifiutare la prestazione al cliente.
Per i locali nei quali vengono organizzati spettacoli o intrattenimenti sono previsti ulteriori adempimenti. Tra questi, l’individuazione di un “referente della sicurezza”, il cui nome deve essere comunicato alla Questura e alla Prefettura e che diventa il punto di contatto con le forze dell’ordine anche in occasione di eventi con un afflusso particolarmente elevato di persone.
I vantaggi per gli esercenti “virtuosi”
Il protocollo prevede anche una contropartita per chi rispetta gli impegni assunti. L’adesione e il corretto adempimento delle misure vengono infatti presi in considerazione dal questore nell’ambito delle valutazioni legate all’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che consente di sospendere la licenza di un esercizio teatro di tumulti, gravi disordini o situazioni di pericolo.
Quando il gestore dimostra di avere adottato correttamente le misure preventive previste dall’accordo, il protocollo stabilisce che tale comportamento venga valutato favorevolmente. In questi casi, qualora si ritenga comunque necessario adottare un provvedimento ai sensi dell’articolo 100, è richiesta al questore una motivazione rafforzata.
Non tutti, peraltro, possono entrare nel sistema. L’adesione è volontaria ma riservata agli operatori in possesso di determinati requisiti di affidabilità: tra le condizioni previste c’è, ad esempio, quella di non essere stati destinatari di un provvedimento ex articolo 100 nei 36 mesi precedenti alla stipula del protocollo provinciale.
Romeo e De Luca: «Responsabilità condivisa»
All’incontro di questa mattina, presieduto dal sindaco Enzo Romeo e dall’assessore al Commercio Ketty De Luca, hanno partecipato anche Ruperti, il dirigente della Sezione Anticrimine Domenico Lanzaro, il vicecomandante della Polizia locale Pasquale De Caria e i rappresentanti delle associazioni di categoria.
«La tutela della legalità e della sicurezza nei luoghi di ritrovo non è un tema che riguarda esclusivamente le forze dell’ordine, ma richiede una responsabilità condivisa», hanno sottolineato gli amministratori comunali. De Luca ha posto l’accento soprattutto sulla prevenzione: «La legalità non è un qualcosa che si ottiene soltanto con il controllo e la repressione, ma anche con la prevenzione».
Le adesioni raccolte oggi segnano dunque l’avvio concreto del protocollo sul territorio comunale. L’intesa rimane aperta e altri esercenti potranno aderire successivamente. Il protocollo ha durata biennale e prevede il rinnovo automatico, salvo diversa volontà delle parti.