Vibo, aperta la nuova bretella del Parco urbano. Romeo: «Con teatro e strade nuove Moderata Durant non è più un quartiere dormitorio»
Poco più di 500 metri di collegamento con la Statale 18, completi di illuminazione e arredo urbano. Monteleone respinge le polemiche sui lavori al Cancello Rosso: «Dove c’è un cantiere qualcosa di buono si sta facendo»
Niente taglio del nastro, nessun tappo di champagne che salta. Solo un gruppetto di operai che rimuove i New Jersey e apre la strada al traffico. È stata un’inaugurazione molto sobria quella della nuova bretella stradale che, a Vibo Valentia, da ieri collega il Parco urbano di Moderata Durant alla Statale 18, all’altezza dell’incrocio della piscina comunale. Un’opera a lungo attesa, realizzata con gli stessi fondi regionali (circa 1 milione di euro) che hanno consentito anche la riqualificazione di un tratto di viale Affaccio. Un’opera che darà ora sfogo alla mobilità in un’area residenziale che si va via via arricchendo di servizi.
Poco più di 500 metri di piano viabile a doppio senso di circolazione, con marciapiedi e illuminazione pubblica da ambo i lati, nuovi alberi, panchine e altri elementi di arredo urbano, attraversamenti pedonali rialzati. Tanti elementi che la rendono quasi un’anomalia nella rete stradale urbana, specie delle aree periferiche.
Ma Moderata Durant non è più la periferia dormitorio di un tempo, come ha rimarcato lo stesso sindaco Enzo Romeo. «Soprattutto il teatro ha dato vitalità al quartiere e ha dato la possibilità di accogliere i tanti spettatori, circa 8.000, che hanno assistito alle 16 serate dell’ultimo cartellone – ha detto il sindaco parlando ai giornalisti -. Ritengo che questo sia un dato estremamente significativo e una nuova linfa per il quartiere. E poi c’è il Parco urbano che resta il polmone verde della nostra città, frequentato ogni giorno di centinaia di persone. È una piccola strada che però dà una funzionalità enorme in questo quadro di crescita del quartiere».
Sui tempi di collaudo, apparsi estremamente dilatati, il sindaco ha chiarito che «abbiamo dovuto attendere l’autorizzazione da parte dell'Anas. La strada era già stata completata dal punto di vista strutturale parecchi mesi fa, ma avevamo necessità dell'autorizzazione proprio si immette sulla Statale 18».
Al momento definita “Bretella del parco”, la strada, ha aggiunto Romeo, «sarà sicuramente intitolata» e tornerà utile anche per la viabilità alternativa, «determinando una compensazione ottimale», quando prenderanno il via i lavori della rotonda sulla Ss18, altezza di Big Mat-Arena.
Altri cantieri in dirittura d’arrivo in città: il prossimo “taglio del nastro” riguarderà piazza Salvemini. «Il 26 luglio alle 18.30 la inaugureremo, anche se la piazza è già fruibile, però abbiamo voluto darle anche una connotazione storica trattandosi di uno degli ingressi della città, e questo riteniamo sia un aspetto importante».
Tecnici e impiegati comunali del Settore lavori pubblici, sotto la calura pomeridiano, hanno quindi percorso la nuova strada insieme al sindaco e agli assessori Salvatore Monteleone e Stefano Soriano. Pochi minuti dopo anche le prime auto hanno testato il percorso. Un nuovo semaforo spicca all’innesto con la Statale 18 (rimarrà spento per il momento). Il bivio però immette solo in direzione obbligatoria verso viale Affaccio. Dunque, chi dovrà svoltare verso Vena si troverà davanti un divieto.
Un’operazione senza intoppi per il delegato ai Lavori pubblici. «È stato uno dei pochi cantieri che non ci ha dato problemi - ha detto Monteleone con un certo sollievo -. Trattandosi di una strada nuova abbiamo lavorato tranquillamente, completando tutte le opere strutturali, dai marciapiedi all'impianto di illuminazione, senza il minimo disagio per la cittadinanza».
Quasi un miraggio, quindi, in un contesto, quello delle opere pubbliche, caratterizzato da continue polemiche. «C’è da dire che in questi ultimi due anni in tutto il territorio abbiamo chiuso quasi 60 cantieri, tantissimi - ha aggiunto l’assessore -. Quelli che restano si contano sulle dita di una mano, e sentir dire che la città è in ginocchio per i cantieri è davvero ingeneroso. È vero: qualche disagio c’è, ma se c'è un cantiere significa che c'è una nuova opera per la città che offrirà soluzioni a problemi che non si sono mai affrontati. Come al Cancello Rosso, dove stiamo realizzando un'opera attesa da tantissimi anni per la separazione delle acque bianche da quelle nere: il cosiddetto progetto Maione. Quindi è chiaro che si tratta di un intervento fondamentale non solo per quel quartiere ma per la città intera, perché significa alleggerire i carichi sul depuratore e migliorare lo smaltimento delle acque».
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