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26/04/2026 ore 11.24
Cronaca

Via Luigi Razza off-limits, Monteleone replica: «Lavori finiti ma serve tempo per riaprire alle auto. Il centrodestra non dovrebbe parlare»

Dopo la protesta dei commercianti, l’assessore comunale interviene per ricostruire ritardi, interferenze con sottoservizi e passaggi dalla Soprintendenza: «Non una scelta politica». Il Comune rivendica 50 interventi conclusi e respinge le accuse dell’opposizione sulla gestione dell’opera

di Redazione

Dopo la nuova protesta dei commercianti di via Luigi Razza, esasperati dalla chiusura del tratto e dai contraccolpi su negozi e viabilità del centro, il Comune di Vibo Valentia affida all’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Monteleone, una replica che punta a ricostruire tempi, cause dei ritardi e condizioni per la riapertura al traffico veicolare. Il punto di partenza è proprio l’articolo de Il Vibonese e il servizio televisivo di LaC News24, che hanno documentato il nuovo caso esploso attorno alla storica strada cittadina, dove gli esercenti hanno denunciato cali di fatturato, difficoltà di accesso per la clientela e nuovi disagi legati anche alla chiusura di alcuni passaggi laterali.

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«In merito a un servizio giornalistico andato in onda su un’importante testata televisiva, è necessario ristabilire con la dovuta puntualità la verità dei fatti», esordisce Monteleone, che respinge la lettura di un cantiere abbandonato e sostiene che l’intervento sia ormai arrivato alla conclusione.

«I lavori sono stati completati»

Il passaggio centrale della replica riguarda lo stato dell’opera. «I lavori su via Luigi Razza sono stati completati», afferma l’assessore, precisando che, prima di consentire il passaggio delle auto, resta un passaggio tecnico da rispettare: «È importante chiarire che si tratta di un intervento avviato a gennaio 2025, e non di un cantiere aperto da due anni come è stato fatto intendere. Prima di consentire il transito veicolare, però, è obbligatorio attendere i tempi tecnici di maturazione del sottofondo della strada. Non si tratta di una scelta politica, ma di una prescrizione indispensabile per garantire sicurezza e qualità dell’opera».

Monteleone insiste quindi su un punto che il Comune considera essenziale per distinguere la chiusura al traffico dalla fruibilità pedonale del tratto: «Nel frattempo, la strada è già percorribile da oltre un mese a piedi». Una precisazione che arriva dopo le proteste degli operatori economici della zona, i quali hanno collegato la lunga fase di lavori a una perdita di accessibilità per clienti, residenti e fornitori.

Le ragioni dei ritardi e il nodo dei sottoservizi

L’assessore non nega lo slittamento rispetto al cronoprogramma iniziale, ma lo attribuisce a fattori tecnici emersi durante l’esecuzione dell’intervento. «È altrettanto corretto dire che i tempi inizialmente previsti non sono stati rispettati, ma per ragioni oggettive: nel corso dei lavori sono emerse interferenze legate alla presenza di sottoservizi e opere tutelate dalla Soprintendenza, che hanno richiesto verifiche, autorizzazioni e interventi aggiuntivi».

Nel racconto dell’amministrazione, alle complicazioni riscontrate nel sottosuolo si è aggiunto anche il tema della conduzione del cantiere. «A queste criticità si è aggiunta una gestione del cantiere da parte dell’impresa che non sempre ha garantito il livello di tempestività e coordinamento necessario, incidendo inevitabilmente sull’andamento dei lavori. Nonostante tutto, siamo riusciti comunque a portare a termine l’opera».

La scelta di non sostituire l’impresa

Uno dei punti più delicati riguarda la decisione di non cambiare ditta in corso d’opera. Monteleone spiega che l’amministrazione avrebbe valutato anche questa ipotesi, ma l’avrebbe scartata per evitare un blocco ancora più lungo della strada. «L’alternativa sarebbe stata procedere alla sostituzione dell’impresa, ma questo avrebbe comportato rischi concreti di un allungamento enorme dei tempi, con la possibilità di vedere il cantiere fermo e i lavori conclusi forse tra un po’ di anni».

Da qui, aggiunge l’assessore, la scelta di andare avanti con l’obiettivo di arrivare alla chiusura dell’intervento: «Abbiamo scelto, responsabilmente, la strada che garantisse il completamento dell’opera nel più breve tempo possibile, nell’interesse della città».

Il confronto con i commercianti

Nella nota, Monteleone rivendica anche il ruolo del sindaco nella gestione della vicenda e nel rapporto con gli esercenti. «Occorre inoltre sottolineare che il sindaco ha seguito personalmente il cantiere, monitorando l’andamento dei lavori e incontrando più volte i commercianti per ascoltare le loro esigenze e aggiornare costantemente sullo stato dell’intervento».

È il passaggio con cui l’assessore prova a rispondere a una delle contestazioni principali emerse in questi giorni: la sensazione, denunciata da diversi operatori della zona, di essere rimasti per troppo tempo in attesa di una riapertura annunciata e poi rinviata. Per Monteleone, però, alimentare lo scontro in questa fase rischia di produrre altri danni proprio a chi vive il disagio ogni giorno.

Il bilancio dell’amministrazione e l’attacco al passato

La replica si allarga poi al terreno politico. L’assessore collega il caso di via Luigi Razza al quadro più ampio delle opere pubbliche in città e rivendica il lavoro svolto dall’esecutivo comunale: «I risultati, del resto, sono concreti: questa amministrazione in meno di due anni ha già ultimato i lavori di 50 interventi, recuperando ritardi e criticità ereditate dal passato e restituendo opere alla città».

Monteleone risponde anche alle critiche arrivate dagli esponenti del centrodestra, richiamando alcuni interventi rimasti al centro del dibattito pubblico cittadino. «Ancora più paradossale è ascoltare le critiche degli esponenti della passata amministrazione di centrodestra. Chi oggi punta il dito è lo stesso che, negli anni passati, ha lasciato in eredità pochi cantieri conclusi e diverse opere a rischio incompiuto, come il sottopasso di Vibo Marina o la strada di San Pietro, la scala mobile e il teatro comunale».

La conclusione è affidata a una rivendicazione del metodo seguito dall’amministrazione comunale: «Oggi si lavora seriamente per completare le opere e restituirle alla città in condizioni di sicurezza e piena funzionalità. Le polemiche pretestuose le lasciamo a chi, in passato, non è stato in grado di dare risposte concrete».