Turista romano morto in ospedale a Tropea, la Procura chiede il rinvio a giudizio per un medico cubano
Il 54enne è deceduto dopo aver ingerito una pillola di ibuprofene. Contestato l’omicidio colposo e il reato di falso nella cartella clinica. Cinque gli indagati stralciati per i quali è stata avanzata richiesta di archiviazione
Omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, oltre ad una contestazione di falso ideologico. Questi i reati ipotizzati dal pm della Procura di Vibo, Maria Barnabei, nei confronti di un medico cubano ritenuto responsabile del decesso del 54enne Fabio Cisotto, il turista romano morto in ospedale a Tropea il 26 giugno 2024 dopo aver ingerito una pillola da 600 mg di ibuprofene (la seconda della giornata). Non riuscendo a mandare giù il farmaco, rimasto incastrato in gola, la moglie del 54enne aveva allertato i sanitari del 118 i quali – giunti sul posto dopo circa 15 minuti – avevano fatto ingerire a Fabio Cisotto dell’acqua con del pane. I medici avevano deciso in ogni caso di portare l’uomo al Pronto soccorso dell’ospedale di Tropea, seguiti in auto dalla moglie. Il 54enne era arrivato in ospedale vigile e perfettamente cosciente, tanto da scendere dall’ambulanza con le proprie gambe. Dopo venti minuti il 54enne era però uscito dal Pronto soccorso con un respiro affannoso per poi rientrare e qui si è consumata la tragedia. Dopo aver atteso altri venti minuti, un medico ha infatti comunicato alla donna il decesso del marito per shock anafilattico. Da qui la denuncia della donna e le indagini affidate dai carabinieri.
Dopo un primo avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sei indagati, il pm ha proceduto allo stralcio delle posizioni per un medico, un infermiere e tre operatori sanitari. Quindi la notifica di un nuovo avviso di conclusione indagini e la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm nei confronti di Fidel Perez Perez, 59 anni, medico cubano domiciliato a Coccorino di Joppolo. Nei suoi confronti il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Rossella Maiorana, ha fissato l’udienza preliminare per il 26 novembre prossimo. Il medico cubano è difeso dagli avvocati Maurizio Dioguardi, del foro di Roma, e Francesco Muzzopappa del foro di Vibo Valentia. La moglie di Fabio Cisotti – Loredana Fedeli – individuata quale persona offesa e che ha prontamente denunciato il caso ai carabinieri, è invece assistita dall’avvocato Francesco Rombolà del Foro di Vibo Valentia. Quali parte offese, la Procura ha individuato an che l’associazione Codici Salute e l’associazione Codici – centro per i diritti del Cittadino, entrambe con sede a Roma.
Gli indagati la cui posizione è stata stralciata dal pm in seguito agli interrogatori di garanzia e all’esito delle integrazioni di indagini sono: Luigia Uslenghi, 71 anni, medico dell’ospedale di Tropea, residente a Zambrone; Benedetto Taccone, 51 anni, infermiere, di Tropea; Alfonso Stagno, 57 anni, di San Calogero, operatore socio sanitario; Vincenzo Guglielmino, 48 anni, di Tropea, operatore socio sanitario; Rosa Russo, 55 anni, di Tropea, operatrice addetta all’assistenza. Nei confronti di tali indagati è stata avanzata dal pm richiesta di archiviazione, mentre la moglie di Fabio Cisotti con l’avvocato Francesco Rombolà ha presentato opposizione a tale richiesta. Ancora da decidere da parte del gip se fissare l’udienza di discussione in seguito all’opposizione oppure procedere all’archiviazione de plano.
Le accuse
Fidel Perez Perez, in qualità di medico di turno al Pronto Soccorso, è accusato di aver gestito l’emergenza in ospedale a Tropea il 26 giugno 2024 dalle ore 15 alle ore 17:34 relativa al paziente Fabio Cisotto. Avrebbe quindi agito sia con colpa generica – negligenza, imprudenza e imperizia – sia per colpa specifica consistita nella violazione di precise Linee Guida e buone pratiche cliniche e assistenziali, cagionando così il decesso del paziente avvenuto per arresto cardio-respiratorio secondario a shock anafilattico. In particolare, il medico è accusato di aver sottovalutato la sintomatologia riferita dallo stesso Fabio Cisotto, omettendo di svolgere un’accurata anamnesi e esame obiettivo. Avrebbe poi permesso al paziente di uscire temporaneamente dalla stanza del Pronto Soccorso dell’ospedale di Tropea, dove si trovava per svolgere accertamenti, per raggiungere la moglie con conseguente aggravamento delle sue condizioni.
Il medico Fidel Perez Perez è quindi accusato di non aver presenziato alla fase iniziale di accesso del paziente in ospedale e della sua presa in carico, non interfacciandosi con lo stesso e con la moglie al fine di svolgere un’accurata anamnesi relativa alla sintomatologia iniziale e un completo esame obiettivo implicante anche una valutazione delle mucose e delle condizioni delle vie aeree.
Sarebbe stata eseguita, secondo l’accusa, solo una radiografia al torace al fine di vagliare l’iniziale diagnosi di “disfonia da corpo estraneo” che non confermava tale diagnosi e non sarebbe stata effettuata alcuna diagnosi alternativa per ricondurre il caso ad una reazione di ipersensibilità necessitante di un immediato trattamento. La Procura, con il pm Maria Barnabei, contesta poi al medico cubano il mancato rispetto delle Linee guida applicabili al caso di specie che prevedono la somministrazione di adrenalina per via sottocutanea, anche in assenza di segni e sintomi di shock. L’autopsia – contrariamente a quanto indicato nella documentazione sanitaria – per la Procura ha mostrato che al paziente non sono stati somministrati adrenalina, ossigeno e fluidi. In ogni caso, Fidel Perez Perez è accusato di aver approntato una terapia tempestiva sul paziente solo nella fase terminale quando Fabio Cisotto era ormai andato incontro ad un peggioramento respiratorio per edema laringeo e conseguente arresto cardiaco. Il medico sarebbe infine comparso dinanzi alla moglie del paziente solo a seguito della constatazione del decesso e a due ore dall’arrivo di Cisotto in ospedale.
Le ulteriori contestazioni
Così agendo, il medico Fidel perez Perez è inoltre accusato di aver prolungato il tempo di esposizione del paziente agli effetti dello shock anafilattico, causandone il decesso. Le indagini avrebbero appurato che Fabio Cisotto si sarebbe potuto tranquillamente salvare con la semplice somministrazione di adrenalina che ha “un’efficacia prossima al 100%”, mentre risulta del tutto inutile – si legge nel capo di imputazione – se somministrata dopo più di un’ora dall’inizio dei sintomi, tenuto conto della giovane età del paziente – 54 anni – e dell’assenza di comorbidità di rilievo quali fattori causali alternativi.
Fabio Cisotto si sarebbe potuto salvare – secondo le conclusioni della pubblica accusa – laddove fosse stata praticata al paziente la procedura salvifica riconosciuta in letteratura, consistente nella cricotirotomia o tracheotomia d’urgenza, la cui esecuzione tempestiva avrebbe consentito il ripristino della ventilazione e, quindi, incrementato significativamente le possibilità di sopravvivenza.
Il reato di falso nella cartella clinica
Fidel Perez Perez è infine accusato del reato di falso ideologico in quanto avrebbe redatto, sottoscritto e stampato il verbale di Pronto Soccorso inserito all’interno della cartella clinica del paziente (atto pubblico avente fede privilegiata) attestando falsamente che alle ore 17:59 del 26 Giugno 2024 era stata somministrata a Fabio Cisotto della adrenalina laddove in realtà già dalle 17:34 il paziente risultava deceduto, per come riportato nel medesimo referto alla voce “dimissioni” e nel certificato di morte redatto dallo stesso medico. L’autopsia non ha inoltre rilevato alcuna somministrazione di adrenalina per come invece falsamente indicato nel referto medico. Sarà quindi ora il gup del Tribunale di Vibo, Rossella Maiorana, a decidere se accogliere o meno la richiesta di rinvio a giudizio del pm. L’udienza preliminare è fissata per il 26 novembre.