Tropea, vietato bere bevande alcoliche in strada dopo le 22.30: multe fino a 5mila euro per gli esercenti e fino a 500 euro per i clienti
Il sindaco Macrì interviene contro il consumo itinerante di alcol, schiamazzi e rifiuti abbandonati. I locali potranno continuare a servire ai tavoli e nelle aree esterne che occupano in concessione, mentre per le attività commerciali che non rispettano l’ordinanza oltre alla sanzione pecuniaria è prevista anche la sospensione dell’attività dopo due violazioni
Tropea prova a mettere un freno al consumo itinerante di alcol nel cuore della città, soprattutto nelle ore in cui vicoli, piazze e belvederi vengono presi d’assalto da residenti e turisti. Con l’ordinanza sindacale numero 11, firmata il 12 agosto dal sindaco Giovanni Macrì, dalle 22.30 alle 6 del mattino sarà vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche e non sarà possibile consumarle su strade, piazze, vicoli, scalinate, belvederi e, più in generale, sul suolo pubblico del centro storico.
Le disposizioni operative indicano come periodo di applicazione dal 14 agosto al 12 settembre compreso, con efficacia fino alle 6 del 13 settembre, e comprendono l’intero centro storico e piazza Vittorio Veneto.
«Naturalmente, si potrà continuare normalmente a bere nei locali e negli spazi autorizzati, seduti ai tavoli - chiarisce Macrì -. Non vogliamo penalizzare le attività commerciali, al contrario, vogliamo tutelare chi lavora bene e rispetta la città».
Stop all’asporto dopo le 22.30
L’ordinanza vieta la vendita per asporto di alcolici e superalcolici di qualsiasi gradazione e indipendentemente dal tipo di contenitore. Il provvedimento interessa bar, pub, ristoranti, pizzerie, enoteche, negozi di vicinato, market e minimarket, attività artigianali e alimentari e anche i distributori automatici. Dopo le 22.30 gli esercizi potranno quindi continuare a somministrare alcolici soltanto per il consumo all’interno dei locali o nelle aree esterne autorizzate.
Allo stesso modo, fino alle 6 sarà vietato bere alcolici stazionando o spostandosi negli spazi pubblici, dalle strade alle piazze, dai marciapiedi alle scalinate, fino a belvederi, slarghi e aree verdi.
Alla base della decisione c’è soprattutto la situazione che si crea nel periodo di massima pressione turistica. «Il problema è il consumo incontrollato e itinerante di alcolici - spiega il sindaco -, che troppo spesso porta con sé bottiglie, bicchieri e rifiuti abbandonati ovunque, oltre a schiamazzi e situazioni poco compatibili con un centro storico della bellezza e del prestigio di Tropea».
Macrì richiama però anche direttamente gli operatori commerciali alla cura degli spazi circostanti le proprie attività. «Non tutti gli operatori dimostrano la necessaria attenzione verso gli spazi che occupano e nei quali lavorano. Tutt’altro». Secondo il primo cittadino, qualcuno finirebbe per considerare l’impresa incaricata dello spazzamento «come una sorta di servizio privato a disposizione della propria attività». Un'impostazione che il sindaco respinge: «Il decoro della città è una responsabilità collettiva».
Gli esercenti dovranno inoltre esporre in maniera visibile un avviso sul divieto, non consegnare dopo le 22.30 bevande alcoliche in contenitori destinati all’asporto e adottare le misure organizzative necessarie affinché quanto somministrato venga consumato nel locale o negli spazi autorizzati.
Multe fino a 5mila euro
Pesanti le sanzioni previste. Per gli esercenti che violano il divieto di vendita per asporto la multa va da 500 a 5mila euro. Se la stessa violazione viene commessa due volte nell’arco di un anno, gli atti saranno trasmessi al questore di Vibo Valentia per valutare anche la sospensione dell’attività fino a un massimo di 15 giorni. Chi invece viene sorpreso a consumare alcolici sul suolo pubblico nella fascia vietata rischia una sanzione da 125 a 500 euro. I controlli saranno affidati alla Polizia locale e alle forze dell’ordine.
La misura arriva, sottolinea Macrì, mentre l’amministrazione sta affrontando una stagione caratterizzata da una pressione particolarmente elevata sui servizi. Il sindaco si dice «molto, ma molto soddisfatto dell’andamento complessivo della stagione e anche dei risultati raggiunti sul fronte del decoro urbano», pur riconoscendo che per conseguirli è stato necessario spostare ulteriori risorse umane su questo settore e fare affidamento anche sul contributo dei volontari.
L’obiettivo dichiarato è però evitare che ogni estate venga affrontata in una logica emergenziale. «Siamo già nella fase di programmazione per il 2027, perché una stagione turistica si prepara mesi prima, non a ridosso dell’estate». Per Macrì l’enorme afflusso di luglio e agosto è infatti «perfettamente conosciuto e prevedibile» e deve quindi essere affrontato dimensionando in anticipo organizzazione, servizi e risorse.
Una precisazione riguarda il testo dell’ordinanza: nell’oggetto dell’atto il divieto è indicato come attivo dalle ore 22 alle 6 fino al 30 settembre, mentre gli articoli dispositivi e la clausola finale dell’ordinanza stessa fissano l’orario 22.30-6 e l’efficacia dal 14 agosto alle 22.30 fino alle 6 del 13 settembre.