Tropea, tempo pieno senza mensa scolastica: da 4 mesi famiglie costrette a soluzioni di fortuna
Cresce il malcontento tra i genitori degli alunni: colazioni a sacco, acquisti in rosticceria e chi prende i figli alle 12.30 e li riporta a scuola dopo che hanno pranzato a casa: «Per il Comune la priorità sono le luminarie di Natale, a noi neanche risponde»
Il tempo pieno è iniziato regolarmente il 12 settembre 2025 nei plessi della scuola primaria di Tropea, ma la mensa scolastica, servizio indispensabile per renderlo effettivo, «formalmente non è mai stata avviata». A denunciarlo sono i genitori degli alunni dell’istituto comprensivo Don Mottola Tropea-Ricadi, che hanno deciso di rendere pubblica una protesta definita «silenziosa ma determinata».
Una scelta maturata dopo mesi di disagi quotidiani, durante i quali le famiglie si sono trovate a gestire una situazione che definiscono senza mezzi termini «illogica e insostenibile». Il tempo pieno, spiegano, esiste solo sulla carta, perché «senza mensa viene meno una componente essenziale per garantirne la sostenibilità».
Le soluzioni adottate finora sono tutte di fortuna. «Siamo costretti a ritirare i bambini alle 12.30, farli mangiare e riportarli a scuola alle 13.30», raccontano alcuni genitori. Altri non hanno alternative se non «mandarli a scuola con un pasto freddo da casa» oppure «avvalersi del servizio rosticceria», una scelta che viene giudicata «eccessivamente onerosa» e «di certo non sana», soprattutto perché «si protrae ormai da circa quattro mesi».
Una condizione che, sottolineano le famiglie, «è diventata inaccettabile ed impraticabile per molti» e «del tutto inadeguata per bambini così piccoli». Non si tratta, ricordano, di studenti più grandi, ma di alunni «dai 3 agli 11 anni», per i quali il momento del pasto è parte integrante della giornata scolastica e del percorso educativo.
Il nodo centrale della protesta riguarda proprio il significato del tempo pieno. «Ci si dimentica che il tempo pieno è una scelta educativa, non una corsa ad ostacoli per le famiglie», affermano i genitori, ribadendo che la mensa non può essere considerata un servizio secondario. «La mensa non è solo un accessorio del tempo scuola», spiegano, «ma ne costituisce un elemento portante: non attivarla significa disattendere un diritto».
Un diritto che, a oggi, resta sospeso nel silenzio delle istituzioni. Secondo quanto riferiscono le famiglie, il Comune di Tropea non avrebbe fornito alcuna spiegazione ufficiale. «Le pec inviate sono rimaste inevase», denunciano, evidenziando l’assenza di risposte a fronte di una problematica che coinvolge direttamente il diritto allo studio e il benessere dei bambini.
L’amarezza emerge anche nel confronto con altre priorità amministrative. «Sappiamo che era fondamentale far accendere le luminarie», osservano con tono critico, «ma evidentemente i servizi essenziali non attirano turisti». Una frase che sintetizza il senso di frustrazione di genitori che chiedono soltanto il rispetto di un servizio scolastico basilare.
La richiesta è chiara e viene ribadita con forza: «Vogliamo risposte, non silenzi». E soprattutto l’attivazione immediata della mensa, perché «il tempo pieno, senza i servizi che lo rendono possibile, resta solo un’etichetta».