Tropea, l’allarme sul fosso San Pietro: «A ogni pioggia la strada per il porto diventa un fiume di fango, intervenire prima di tragedie»
VIDEO | Fanghiglia e detriti si riversano lungo la carreggiata, diventando un rischio per la viabilità. L’ex consigliere comunale Antonio Piserà si appella alla Commissione straordinaria e alla Prefettura e invoca soluzioni strutturali a tutela dell’incolumità dei cittadini
La situazione del fosso San Pietro e della strada di accesso al porto di Tropea ha ormai assunto, secondo Antonio Piserà, i contorni di una vera emergenza strutturale. L’ex consigliere comunale torna a denunciare una criticità che, a suo dire, non è più rinviabile e che mette quotidianamente a rischio sicurezza, viabilità e immagine della città.
«La prima richiesta formale di intervento risale al 19 maggio 2025 – ricorda Piserà – quando segnalai alle autorità competenti come, a seguito delle piogge, la carreggiata che conduce al porto si fosse trasformata in un vero e proprio fiume di fango, con evidenti rischi per la viabilità, per la sicurezza delle persone e per l’accessibilità di un’infrastruttura strategica per la città».
Da allora, sottolinea l’ex amministratore, nonostante annunci, tavoli tecnici e rassicurazioni, non è stato realizzato alcun intervento risolutivo. «Nel frattempo la situazione è progressivamente peggiorata – afferma – e oggi non siamo più di fronte a episodi occasionali legati a eventi meteorici eccezionali, ma a una condizione costante e permanente di pericolo».
Secondo Piserà, ad ogni pioggia, anche di modesta entità, «quantità sempre maggiori di fango e detriti si riversano sulla strada che porta al porto, accumulandosi sul manto stradale, rendendolo sempre più sconnesso, scivoloso e impraticabile». Una situazione che, aggiunge, non si limita più alla carreggiata: «La fanghiglia ha ormai raggiunto anche l’area portuale, compromettendo non solo la viabilità ma anche il decoro e la funzionalità del porto stesso».
Tropea, il Consiglio di Stato conferma lo scioglimento del Comune per infiltrazioni della 'ndranghetaA rendere ancora più evidente la gravità del problema è, secondo l’ex consigliere, la presenza di un flusso continuo di acqua e fango che attraversa la strada. «È ormai visibile a tutti la presenza di un rivolo continuo d’acqua e fango – spiega – segno evidente di un deflusso alterato e di una situazione idraulica non più sotto controllo». Un flusso che starebbe accelerando il degrado del manto stradale e aumentando «in modo significativo il rischio di incidenti per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni».
«In un contesto del genere, richiamare tutti al senso di responsabilità non è più un atto politico, ma un dovere civico», rimarca Piserà. «Parliamo della sicurezza quotidiana dei cittadini, dei lavoratori, degli operatori portuali e dei turisti che utilizzano quella strada, soprattutto nei mesi di maggiore afflusso. Parliamo anche dell’immagine di Tropea, città a forte vocazione turistica, che non può permettersi di presentarsi al mondo con un accesso al porto trasformato in una colata di fango a ogni pioggia».
Per l’ex consigliere comunale, la strada da seguire è chiara e non più procrastinabile. «È necessario e urgente avviare immediatamente interventi concreti, finalizzati al ripristino della piena officiosità idraulica del fosso San Pietro», afferma. «Ciò significa intervenire in modo serio e strutturale sulla pulizia del letto del torrente, ma soprattutto ripristinare e liberare il canale che attraversa la strada sotto la carreggiata, consentendo al fosso San Pietro di confluire correttamente nel torrente La Grazia, così come è sempre avvenuto storicamente». Un passaggio che, secondo Piserà, «oggi rappresenta uno dei nodi principali del problema e non può più essere ignorato».
L’ex amministratore tiene inoltre a precisare che «non tutto può essere imputato ai lavori in corso a monte. Le cause sono più profonde – sostiene – e riguardano anni di mancata manutenzione, alterazioni dei deflussi naturali e interventi incompleti o mai portati a termine nei punti più delicati del sistema idraulico».
Da qui l’appello finale alle istituzioni. «Per queste ragioni – conclude Piserà – rivolgo un appello forte e responsabile al prefetto di Vibo Valentia e alla Commissione straordinaria del Comune di Tropea, affinché si passi finalmente dalla fase degli annunci a quella delle decisioni operative». Un intervento che, secondo l’ex consigliere, va attuato senza ulteriori ritardi: «Occorre intervenire ora, prima che si verifichino situazioni ancora più gravi, prima che un evento meteorico più intenso possa mettere seriamente a rischio l’incolumità delle persone. La sicurezza dei cittadini, la tutela del territorio e la credibilità turistica di Tropea non possono più attendere. Ogni ulteriore ritardo sarebbe incomprensibile e difficilmente giustificabile davanti alla comunità».