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19/02/2025 ore 17.46
Cronaca

Tropea, il Comune applica una penale alla ditta delle luminarie natalizie per il flop della mancata accensione

L’atteso momento si risolse in una delusione che scatenò forti polemiche sui social. Da qui la decisione di comminare una multa di 2.800 euro a fronte di un appalto da 127mila
di Annarita Castellani

Opere luminose non funzionanti. Installazioni incomplete o mancanti. Ritardi nel montaggio. Le luminarie di Tropea, costate all’incirca 127mila euro di soldi pubblici, per addobbare la città in occasione delle festività natalizie 2024, tornano al centro dell’attenzione dopo qualche feroce polemica sbarcata anche sui social in merito alle disfunzioni verificatesi durante l’accensione. Sebbene nei giorni di punta la “Perla del Tirreno” sia stata letteralmente presa d’assalto dai visitatori, tanto da far attivare più volte alla Polizia municipale il Piano di gestione del traffico per il controllo degli accessi e smorzare – spesso senza riuscirci – gli ingorghi di auto, le defaiance dell’allestimento luminoso progettato e disposto nel centro storico ad opera di una ditta di Nocera inferiore sono balzate all’occhio di tutti tanto da portare la commissione straordinaria del Comune ad applicare una penale, prevista nel contratto di appalto.

Pochi spiccioli, precisamente 2.840,87, ma che, in qualche modo, tengono conto delle segnalazioni piovute da residenti e visitatori (soprattutto sui social) che, delusi, hanno etichettato subito l’accaduto come una “brutta figura che la città non meritava”. Le disfunzioni sulla corretta accensione delle luminarie si sono verificate proprio in uno dei momenti dell’anno più attesi, tanto dalla popolazione quanto dai commercianti che invece in bassa stagione faticano a tenere normalmente aperte le loro attività. Leggendo la determina adottata dalla triade commissariale il 13 febbraio, emergono alcune cose:

La triade commissariale dunque, appellandosi all’art. 5 del Capitolato d’appalto che attiene al verificarsi di «interruzione, ritardo, incompleta o difforme esecuzione del servizio affidato», ha inteso comminare una «penale graduata in relazione alla gravità dell’inadempienza – si legge nella determina – e all’eventuale recidiva di quanto riscontrato, da 500 a 5000 euro, stabilita insindacabilmente dal responsabile del servizio competente a seguito di regolare contestazione di addebito allo stesso appaltatore e previa acquisizione di sue eventuali giustificazioni. Costituiscono prova di disservizio o violazione degli obblighi le segnalazioni del Comune, della Polizia municipale e dell’utenza». Giustificazioni che l’Ente non ha mai ricevuto da parte della ditta, sebbene il Comune abbia «assegnato un termine» per fornirle.