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16/05/2026 ore 13.10
Cronaca

Tropea, caduta di massi tra i turisti sulla scalinata di Santa Maria dell’Isola: «Poteva essere una tragedia»

Una donna racconta con sgomento sui social il cedimento avvenuto ieri ai piedi del santuario riaperto al pubblico il primo aprile scorso dopo i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dello scoglio: «Si aspetta il morto per intervenire?»

di E.D.G.

Una nuova segnalazione rilancia il tema della sicurezza nell’area di Santa Maria dell’Isola, uno dei luoghi simbolo di Tropea e della Calabria turistica, riaperto al pubblico lo scorso primo aprile dopo la fase di lavori e di chiusure legate alla messa in sicurezza dello scoglio. A raccontare l’episodio è una donna che sui social riferisce di essersi trovata ieri mattina nel piazzale sottostante l’Isola, quando un boato avrebbe accompagnato il distacco di materiale roccioso in una zona frequentata da diversi visitatori.

«La gestione del Santuario dovrebbe essere più attenta all’incolumità del visitatore ignaro del pericolo», scrive la donna, spiegando di essersi trovata sul posto «verso le 11.00», quando «un boato ha accompagnato il crollo di due grosse pietre e di arenaria». Un episodio che, secondo il suo racconto, si sarebbe verificato «vicino alla gradinata, verso la piccola grotta che le transenne spostate acconsentono di visitare». Ma alcuni massi, come documentano altre immagini sui social, sono caduti proprio sulla scalinata che conduce al santuario, con grave rischio per chi in quel momento si fosse trovato a passare.

La denuncia: «Solo per miracolo non è successa una tragedia»

Il racconto prosegue con toni preoccupati e con una domanda rivolta a chi ha il compito di vigilare sull’area: «Solo per miracolo non è successa una tragedia. Decine di persone hanno rischiato di rimanere ferite». La donna sostiene che il pericolo non sarebbe stato percepito dai turisti presenti in quel momento e sollecita misure più incisive per evitare l’accesso ai punti ritenuti esposti.

«A chi aspetta il compito di proteggere i visitatori? Dobbiamo aspettare il morto?», si chiede sui social la donna. La segnalazione non è accompagnata da immagini. La stessa autrice del post spiega il motivo: «Non ho fatto foto, perché badavo a fare allontanare gli ignari turisti. Possibile che non si segnalino adeguatamente i pericoli impedendo l’accesso?». 

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Il precedente del 2023 e l’allarme sullo scoglio

Precedenti di crolli non mancano. Come quello del 7 aprile 2023, quando un cedimento di grandi dimensioni interessò il costone dell’Isola lato mare. In quell’occasione, poco dopo l’alba, un enorme boato accompagnò il distacco di centinaia di tonnellate di roccia finite sull’arenile sottostante, in estate puntualmente affollato di bagnanti. Le immagini del crollo fecero il giro della Calabria e riaprirono il dibattito sulla stabilità del faraglione.

Dopo quella frana, il geologo Carlo Tansi aveva descritto una situazione «particolarmente rischiosa», spiegando che l’arenaria dello scoglio è una roccia tenera, porosa, soggetta all’azione del mare e della salsedine. Il tema, già allora, non riguardava soltanto la tutela di un bene paesaggistico e culturale, ma anche la necessità di evitare che turisti e curiosi si avvicinassero alle aree più esposte.

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Nei mesi successivi furono avviati sopralluoghi e interventi. Nella ricostruzione fornita dal geologo Aldo Battaglia, dopo il primo crollo vennero eseguite indagini con rilievi laser scanner, rilievi geologici, strutturali e geomeccanici. Il professionista ha poi ricordato anche un secondo cedimento, avvenuto il 18 maggio 2023, prima dell’effettivo avvio dei lavori di somma urgenza, con il coinvolgimento di circa 600 metri cubi di roccia.

I lavori e la riapertura del primo aprile

Il progetto di consolidamento dello scoglio, al centro anche di polemiche per la presenza di mezzi meccanici sull’Isola, è stato presentato come un intervento finalizzato a «rafforzare il versante e garantire la sicurezza dell’area, evitando ulteriori crolli». Nella replica alle critiche, Battaglia aveva respinto l’idea di uno scempio e spiegato che la riprofilatura della parte alta del versante si era resa necessaria per rimuovere porzioni aggettanti e ridurre il carico sul setto di roccia che separa la galleria dal fronte esterno.

Conclusa la fase più delicata, il complesso monumentale è tornato visitabile. Sul sito ufficiale del santuario è stata annunciata la riapertura dal primo aprile 2026, con visite al santuario, alla chiesa, al giardino e al panorama nella fascia oraria dalle 9.30 alle 19.30. Una ripartenza molto attesa, in vista della stagione turistica e del ritorno dei flussi nella zona più fotografata di Tropea.

Proprio per questo l’ultima segnalazione assume un peso ulteriore. Il punto non è soltanto il cedimento riferito nel post, ma la convivenza tra la fruizione pubblica di un luogo fragile e la necessità di mantenere percorsi, divieti e transenne in condizioni tali da evitare accessi impropri.