Tropea, bocconi avvelenati nel giardino di casa: «Il mio cane precedente era già morto così»
Pezzi di prosciutto con all’interno bustine di rodenticida sarebbero stati lanciati nella proprietà di Caterina Strano. La donna ha denunciato l’accaduto e consegnato i bocconi agli inquirenti: «Le telecamere hanno ripreso tutto. Con Artù facevo terapia ai bimbi autistici»
Un pezzo di prosciutto crudo e, nascosta all’interno, una bustina contenente quello che appare essere rodenticida. È quanto avrebbe trovato nel giardino della propria abitazione a Tropea Caterina Strano, proprietaria di un cane, che dopo la scoperta ha presentato denuncia alle autorità competenti.
Il boccone, secondo quanto raccontato dalla donna prima sui social e poi telefonicamente alla nostra redazione, sarebbe stato destinato a Nev, uno dei suoi cani. L'animale, fortunatamente, non lo ha ingerito.
L'episodio potrebbe però avere lasciato tracce importanti. Nei pressi del giardino è infatti installato un sistema privato di videosorveglianza che, secondo quanto riferito da Strano, avrebbe registrato quanto accaduto. I bocconi sospetti sono stati consegnati agli organi inquirenti e sono ora in corso gli accertamenti per individuare l'eventuale responsabile e ricostruire con precisione la dinamica.
Per Caterina Strano, tuttavia, quanto accaduto riapre una ferita già profonda: «Non è la prima volta che si verifica un episodio simile – racconta –. Il mio precedente cane, Artù, è morto proprio per avvelenamento. È stato un dispiacere enorme, amplificato dal fatto che con lui facevo terapia ai bambini autistici».
Strano è infatti neuropsicomotricista dell'età evolutiva e lavora come libera professionista nell'ambito della Neuropsichiatria infantile di Pizzo. Artù non era dunque soltanto un animale da compagnia, ma accompagnava la professionista anche nelle attività terapeutiche con i bambini.
Questa volta Nev si è salvato perché il boccone non è stato ingerito. Resta però la gravità di un gesto che, qualora venisse confermata dagli accertamenti la presenza di veleno e la volontarietà dell'azione, avrebbe potuto provocare la morte dell'animale.
Saranno ora le indagini, anche attraverso l'esame delle immagini registrate dalle telecamere e dei materiali consegnati, a stabilire cosa sia realmente accaduto e a cercare di dare un nome al responsabile.