Tropea, ancora bocconi avvelenati nel giardino di casa: «Dopo tre giorni hanno cercato di nuovo di ammazzare il mio cane»
Nuovo episodio nell’abitazione di Caterina Strano, che pochi giorni fa aveva denunciato il ritrovamento di pezzi di prosciutto con veleno per topi destinato al suo cane Nev. Ieri sera un altro episodio: «Sono preoccupata e amareggiata, non so più cosa fare».
A soli tre giorni dal primo episodio, un altro boccone contenente veleno è stato trovato nel giardino dell’abitazione di Caterina Strano, a Tropea. La scoperta è avvenuta ieri sera, intorno alle 23.30: questa volta si trattava, secondo quanto riferisce la donna, di un pezzo di spezzatino all’interno del quale era stata nascosta ancora una volta una sostanza tossica.
Un nuovo episodio, segnalato alle autorità, che rende ancora più inquietante una vicenda già denunciata nei giorni scorsi ai carabinieri. Strano aveva infatti trovato nel proprio giardino alcuni pezzi di prosciutto crudo contenenti bustine di rodenticida, che ritiene fossero destinati al suo cane Nev. Fortunatamente l’animale non aveva ingerito il cibo.
«A distanza di pochi giorni ho trovato di nuovo, ieri sera alle 23.30, un altro pezzo di spezzatino con dentro sempre il veleno - racconta Strano -. Sono preoccupata e amareggiata. Non capisco tutto questo accanimento contro di noi e contro il cane, perché colpire il cane significa colpire anche i suoi proprietari».
La donna aveva già vissuto anni fa un’esperienza drammatica: il suo precedente cane, Artù, era morto per avvelenamento. Un dolore particolarmente forte anche perché l’animale veniva utilizzato da Strano, neuropsicomotricista dell’età evolutiva, nelle attività terapeutiche con bambini autistici come libera professionista.
E proprio quel precedente rende ancora più pesante quanto sta accadendo oggi: «Dopo la morte di Artù, a distanza di anni, ritrovarsi di nuovo davanti a una cosa del genere è terribile – aggiunge -. Nonostante la denuncia ai carabinieri, nonostante abbia raccontato tutto sui social e sui giornali, dopo appena tre giorni è stato messo di nuovo del veleno. Non ho parole. Non so più cosa devo fare o cosa devo dire».
Il primo episodio sarebbe stato ripreso da un sistema di videosorveglianza privato presente nei pressi dell’abitazione. Il nuovo ritrovamento potrebbe ora rappresentare un ulteriore elemento utile alle indagini.
Resta soprattutto la preoccupazione della proprietaria, che teme che qualcuno possa tentare ancora di colpire Nev. La brevissima distanza temporale tra i due episodi, dopo che il caso era già diventato pubblico, rende il quadro ancora più allarmante.