Tropea, aggressione ad Alessia Piperno (118): la solidarietà di istituzioni, sindacati e politica
Dottoressa minacciata e affrontata in ospedale dal parente di una paziente. Si moltiplicano gli attestati di vicinanza mentre sui social monta un’ondata di indignazione. L’Asp: «Sicurezza e rispetto devono essere garantiti»
L’aggressione subita nell’ospedale di Tropea da Alessia Piperno, medico del 118 e delegata sindacale dello Smi, sta suscitando un’ondata di indignazione che si esprime soprattutto sui social. Ma non mancano gli attestati di solidarietà attraverso comunicazioni ufficiali da parte di esponenti politici, sindacali e istituzioni.
L’Asp di Vibo
Tra i primi a reagire è stata la triade commissariale che guida l’Asp di Vibo. «La Commissione straordinaria – si legge in una nota diffusa dall’Azienda sanitaria provinciale - esprime la più sincera vicinanza alla Dr.ssa Alessia Piperno per la grave aggressione subita. Esprimiamo la nostra più sincera vicinanza alla dr.ssa Alessia Piperno per la grave aggressione subita. Un episodio inaccettabile, che colpisce non solo la sua persona ma l’intera Comunità professionale. A una figura che svolge il proprio lavoro con competenza, dedizione e senso di responsabilità devono essere garantiti rispetto e tutela, senza eccezioni. Auspichiamo che venga fatta piena chiarezza sull’accaduto e che vengano adottate tutte le misure necessarie affinché simili fatti non si ripetano. Alla dr.ssa Piperno va il nostro sostegno umano e professionale in questo momento difficile».
Romeo: «Ferita l’intera comunità»
Il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, esprime ferma condanna e piena solidarietà alla dottoressa Alessia Piperno, vittima di gravi minacce al termine del suo turno di servizio a Tropea.
«Un atto inaccettabile che ferisce l’intera comunità. Nessun operatore sanitario, impegnato quotidianamente nella cura dei cittadini, può lavorare nel clima di paura o sotto ricatto della violenza. È prioritario garantire la sicurezza di chi opera in prima linea nei nostri presidi di emergenza». Il sindaco ribadisce la necessità di un fronte comune tra istituzioni e società civile per restituire rispetto e dignità al lavoro dei medici vibonesi.
La vicinanza della Cisl
«La Cisl Magna Grecia, la Cisl Fp Magna Grecia e la Cisl Medici Magna Grecia esprimono la più sincera solidarietà alla dottoressa Alessia Piperno, medico del 118, vittima di una gravissima aggressione verbale e fisica mentre svolgeva il proprio lavoro al servizio della collettività alla Pet di Tropea. Si tratta di un episodio di una gravità assoluta – dichiarano il segretario generale della Cisl Magna Grecia Daniele Gualtieri, il segretario generale della Cisl Fp Magna Grecia Antonino D’Aloi e la reggente della Cisl Medici Magna Grecia Luciana Carolei – che condanniamo con determinazione. Nessuna difficoltà, nessuna frustrazione può mai giustificare violenze o minacce nei confronti di chi opera quotidianamente per tutelare la salute dei cittadini». Secondo i rappresentanti sindacali, «questi fatti si inseriscono in un contesto di profonda disorganizzazione del sistema sanitario, che genera stress, tensione e conflitti, scaricati ingiustamente su medici, infermieri e operatori sanitari, spesso lasciati soli, senza adeguate tutele e con carichi di lavoro insostenibili».
«La sanità – concludono – non ha bisogno soltanto di risorse economiche, ma di risorse umane, investimenti in dotazioni strumentali e tecnologiche, organizzazione efficiente, qualità del lavoro, sicurezza nei luoghi di cura e rispetto per le professionalità. Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti».
Lo Schiavo (Avs): «Totale vicinanza alla pasionaria dellla sanità vibonese»
Ad esprimere «totale e incondizionata vicinanza ad Alessia Piperno» è anche l’ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo. «Piperno – scrive Lo Schiavo – è una validissima professionista del 118 di Tropea e autentica pasionaria della sanità pubblica calabrese, fatta bersaglio di intollerabili minacce e di un’odiosa aggressione per il sol fatto di aver svolto le sue funzioni con serietà e scrupolo. Non possiamo più consentire che le professioni sanitarie più esposte siano abbandonate a loro stesse di fronte ad un fenomeno che avanza in maniera sempre più frequente e preoccupante. Si adottino al più presto contromisure efficaci per la sicurezza del personale e per dissuadere chi pensa che la violenza sia la soluzione. Sono queste le vere tutele di cui ha bisogno oggi il personale medico in Calabria: se non s’interviene prima di tutto per consentirgli di svolgere serenamente il proprio lavoro, ogni altro ragionamento non ha alcun valore».
Confsal Calabria: «Sanità calabrese distrutta»
«Il segretario regionale Confsal Calabria, Antonio Lento, e il segretario provinciale Confsal Vibo Valentia, Vincenzo Russo, esprimono, a nome proprio e di tutta la Confsal Calabria, la piena solidarietà alla dottoressa Alessia Piperno, medico del 118 di Vibo Valentia, aggredita mentre svolgeva il proprio lavoro. Un episodio gravissimo che non può e non deve essere derubricato a fatto isolato.
Le aggressioni al personale sanitario sono il risultato diretto di una sanità calabrese distrutta, lasciata per anni senza programmazione, senza risorse e senza una reale volontà politica di risanamento. Medici e infermieri vengono mandati allo sbaraglio, costretti a operare in condizioni indegne, senza sicurezza, senza organici adeguati e senza il minimo rispetto istituzionale.
La responsabilità è tutta politica. È il frutto di scelte scellerate, di commissariamenti fallimentari e di una classe dirigente incapace e priva di scrupoli, che ha trasformato il diritto alla salute in una concessione precaria e il lavoro sanitario in una missione ad alto rischio.
Chi governa la sanità in Calabria deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Ogni aggressione, ogni disservizio, ogni lavoratore lasciato solo è una colpa precisa di chi ha avuto il potere di decidere e non lo ha fatto.
La Confsal Calabria non resterà in silenzio. Pretendiamo sicurezza immediata per il personale del 118, assunzioni, investimenti e un cambio radicale di rotta. Difendere i lavoratori della sanità significa difendere la dignità della Calabria».
Fdi: «Minace inaccettabili»
«Il coordinamento cittadino di Fdi esprime piena solidarietà alla dottoressa Piperno per la violenza subita durante il proprio servizio. Minacce inaccettabili e non giustificate, che siamo certi, troveranno pronta risposta da parte delle forze dell'ordine. Riteniamo fondamentale sollecitare tutte le forze, istituzionali e politiche per costruire ambienti di lavoro sicuri per i nostri medici, perché episodi di questo genere non debbano ripetersi».