Tentato omicidio a Filandari per una ragazzina contesa, passa ai domiciliari uno degli indagati
Il gip accoglie un’istanza della difesa e un ventenne di Vibo lascia il carcere. Francesco Pesce è rimasto ferito da un colpo di pistola nella notte del 5 ottobre
Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, in accoglimento di un’istanza dell’avvocato Salvatore Sorbilli, ha scarcerato Michele Valenti, 20 anni, di Vibo, applicando nei suoi confronti gli arresti domiciliari. Valenti era stato posto in regime di custodia cautelare in carcere dal gip del Tribunale di Vibo Valentia il 5 dicembre 2025, in quanto accusato di essere l'autore del tentato omicidio di Francesco Pesce, fatto di sangue avvenuto a Filandari nella notte del 5 ottobre scorso. Il gip ha quindi ora sostituito la misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari. Michele Valenti, unitamente a Simone Franzè (19 anni, di Vibo Valentia), si trova indagato dalla Procura di Vibo per concorso in tentato omicidio e porto di arma da sparo, poiché ritenuto responsabile dell’attentato ai danni di Francesco Pesce di Filandari. Secondo l’accusa, Simone Franzè avrebbe contattato la vittima telefonicamente con la sua utenza per poi recarsi insieme a Michele Valenti – dopo aver recuperato una pistola – presso l’abitazione di Francesco Pesce sita a Pizzinni di Filandari. A seguito di una discussione innescata per futili motivi (la convinzione che il ventunenne Pesce si fosse invaghito della ragazza di Valenti), Michele Valenti è accusato di aver esploso - ad altezza d’uomo - almeno quattro colpi d'arma da fuoco, uno dei quali ha attinto la vittima alla coscia destra, cagionandogli una ferita refertata con una prognosi di 37 giorni, mentre i restanti tre proiettili hanno colpito la facciata dell'abitazione di Francesco Pesce. Il tentato omicidio è aggravato dall’aver commesso il fatto per motivi abietti e futili.