Stefanaconi, il sagrato della chiesa imbrattato con i materiali dell’Infiorata: «Manca il rispetto dei luoghi e del lavoro degli altri»
La denuncia della Pro loco che nel giorno del Corpus domini aveva realizzato una composizione artistica. Nella notte, ignoti hanno sparso sulla piazza il contenuto dei sacchi destinati allo smaltimento
Il giorno prima un tappeto colorato ad abbellire piazza Santa Maria in occasione della processione del Corpus Domini. L’indomani mattina un vero e proprio scempio sul sagrato della stessa chiesa di Maria Santissima del Carmelo. Nottetempo, è la denuncia resa pubblica dalla Pro loco di Stefanaconi, ignoti hanno sparso per terra i materiali utilizzati per l’infiorata che erano stati raccolti dentro sacchi per la successiva raccolta da parte degli operai comunali. Un gesto che la comunità ha appreso con sdegno, ritenendolo una vera offesa verso il luogo sacro e il lavoro di quanti hanno contribuito alla riuscita della manifestazione religiosa.
Uno sdegno che ha preso la forma di un post pubblicato sui social dalla stessa associazione. «Qualcuno potrebbe liquidare l'accaduto dicendo: “Sono ragazzi” - c’è scritto -. Noi crediamo invece che il rispetto per il lavoro degli altri e per i luoghi della comunità debba essere insegnato e praticato sempre. Altrimenti rischiano di diventare inutili tutti i discorsi che facciamo sull'educazione civica, sulla partecipazione e sul senso di appartenenza. Ci dispiace dover segnalare episodi come questo, ma riteniamo sia giusto farlo. A volte noi genitori non sappiamo come i nostri figli si comportano quando sono lontani da casa, e parlarne può essere un'occasione di riflessione per tutti».
L’amarezza per quanto accaduto spinge i soci dell’associazione guidata dal presidente Francesco Chiarella a fare un’ulteriore riflessione: «Avevamo dato la nostra disponibilità a collaborare per l'apertura della Villa comunale e per la sua fruizione da parte della cittadinanza. Tuttavia, di fronte a episodi come quello accaduto questa notte, non possiamo nascondere la nostra preoccupazione. Se questi comportamenti continueranno a ripetersi e se i "bravi ragazzi" continueranno a dimostrare così poco rispetto per il lavoro degli altri e per i beni comuni, sinceramente, e ci duole dirlo, non ce la sentiamo di assumerci la responsabilità dell'apertura e della gestione della villa. Mettere a disposizione il proprio tempo e il proprio impegno per la comunità è un gesto di volontariato che nasce dalla passione e dal senso civico. Ma perché questo possa continuare, è necessario che vi sia da parte di tutti, a partire dai più giovani, il rispetto delle regole, dei luoghi pubblici e del lavoro di chi si adopera per il bene comune. Senza rispetto - si legge infine - non esistono spazi pubblici che possano funzionare, né volontari disposti a farsi carico di responsabilità sempre maggiori. Perché una comunità cresce davvero solo quando ciascuno fa la propria parte, nel rispetto degli altri e dei luoghi che appartengono a tutti».