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15/05/2026 ore 15.58
Cronaca

Sorveglianza speciale a Vibo per Mommo Macrì e Francesco Antonio Pardea, i profili e le accuse in Rinascita Scott

Entrambi sono tornati liberi a dicembre in attesa della rideterminazione delle pene in appello. Si trovavano ristretti in regime di carcere duro (41 bis)

di Giuseppe Baglivo

Sono Francesco Antonio Pardea, 40 anni, di Vibo Valentia, e Domenico Macrì (alias “Mommo”), 42 anni, anche lui di Vibo Valentia, i due soggetti destinatari della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza decisa dal Tribunale su iniziativa della Divisione Anticrimine della Questura. Si tratta di due figure ritenute di primo piano nell’ambito della struttura criminale dei clan operanti a Vibo Valentia. Entrambi sono ritornati in libertà nel dicembre scorso poiché in seguito ad una pronuncia della Cassazione le pene loro inflitte nel maxiprocesso Rinascita Scott non sono ancora divenute esecutive e le condanne sono da rideterminare. Macrì e Pardea sono imputati nel troncone del maxiprocesso Rinascita Scott celebrato con rito abbreviato e le loro scarcerazioni scaturiscono da una decisione della Suprema Corte in materia di rideterminazione della pena a seguito dell’annullamento senza rinvio di un aggravante nel reato di associazione mafiosa.
Francesco Antonio Pardea è stato in particolare condannato a 14 anni e 8 mesi in primo e secondo grado (con un incidente di esecuzione che aveva portato la condanna a 12 anni di reclusione). La Cassazione ha però ordinato una rivisitazione della pena dopo l’annullamento senza rinvio dell’aggravante derivante dal finanziamento delle attività economiche controllate con il provento di delitti. Il rinvio al giudice d’appello rigurda quindi solo la determinazione della pena.
Domenico Macrì (alias “Mommo”), ha invece riportato in appello la condanna a 15 anni e 2 mesi di reclusione. Sia Pardea che Macrì – ritenuti esponenti di vertice dell’omonima ‘ndrina di Vibo Valentia (alias ‘ndrina dei “Ranisi”) – si trovavano sino a dicembre ristretti in regime di carcere duro (articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario). Per Domenico Macrì le accuse in Rinascita Scott sono quelle di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, tentato omicidio e altri reati. In passato Macrì è stato già condannato nel processo nato dall’operazione antimafia “Goodfellas” per aver fatto parte della cosca Lo Bianco-Barba ed in particolare del gruppo diretto da Andrea Mantella (attuale collaboratore di giustizia). Francesco Antonio Pardea risponde invece quale vertice dell’omonima associazione mafiosa e per reati legati alle estorsioni e alla detenzione di armi. La nuova sottoposizione alla sorveglianza speciale – sulla base delle segnalazioni di polizia e carabinieri – li obbliga a non poter uscire dal territorio comunale di Vibo Valentia, a dover firmare presso gli uffici di polizia giudiziaria e a non poter uscire di casa la sera sino alle 7 del mattino, oltre a non potersi accompagnare a pregiudicati.