Seconda intimidazione in un mese, Andrea Nocita va dai carabinieri: «Come sto? Si metta nei miei panni...»
Il dirigente dell’Urbanistica del Comune di Vibo era tornato al lavoro da pochi giorni dopo l’aggressione a bastonate subita il 29 aprile. Il nuovo episodio intimidatorio scuote la città. L’assessore Talarico: «Siamo uniti come un monolite granitico. Andremo avanti»
La Mercedes blu scuro era rimasta parcheggiata nei pressi della stazione di Vibo Pizzo da quel brutale pestaggio del 29 aprile, quando il dirigente del settore Urbanistica del Comune di Vibo Valentia fu aggredito da uno sconosciuto.
Dopo settimane di malattia a causa delle ferite riportate, lunedì scorso (18 maggio) era rientrato al lavoro per riprendere la sua attività di dirigente.
Ma la serenità ritrovata di Andrea Nocita è stata bruscamente interrotta nella notte tra giovedì e venerdì, quando poco dopo le tre del mattino i carabinieri del Comando di Vibo lo hanno raggiunto telefonicamente per comunicargli l’incendio della vettura.
Dopo il pestaggio anche l’auto bruciata: nuova intimidazione per il dirigente di Vibo Andrea NocitaE così, ieri mattina, il dirigente si è recato al Comando provinciale dei carabinieri di Vibo per sporgere denuncia contro ignoti. «Non me la sento di parlare, e poi non posso, ci sono indagini in corso», dice al telefono. È scosso per l’accaduto. «Come sto? Si metta nei miei panni...», aggiunge prima di chiudere la telefonata.
L’episodio è l’ultimo di una lunga serie di atti intimidatori che hanno fatto piombare la città in un clima di terrore e paura. Gesti molto probabilmente non collegati tra loro, ma che restituiscono un quadro generale di grande tensione, che fa apparire la città stretta in una morsa.
La stessa sera dell’aggressione avvenuta alla stazione di Vibo Pizzo, due balordi spararono colpi di fucile contro le saracinesche di cinque attività imprenditoriali della zona industriale.
Pochi giorni dopo, una lettera minatoria dall’inequivocabile contenuto intimidatorio era stata fatta recapitare all’assessore al Personale Marco Talarico: «Il prossimo sarai tu!». E prima ancora nel mirino erano finiti la dirigente Claudia Santoro e il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. Episodi che potrebbero avere la stessa matrice.
«Lo stabiliranno gli inquirenti», chiosa Marco Talarico. «Noi non possiamo fare altro che vigilare e continuare nel lavoro cercando di mantenere la serenità. Queste azioni – aggiunge – sono finalizzate a destabilizzare il lavoro dell’amministrazione. Ma noi proseguiremo sulla strada intrapresa. Sono azioni fatte ad hoc, con una regia e una spavalderia non indifferenti. Ma i nostri obiettivi non cambiano. Anzi, le dirò, questi atti rafforzano il nostro operato».
L’assessore non nasconde il dispiacere per il dirigente, «ma prevarrà la professionalità che negli uffici di Vibo c’è. Chi pensa di bloccare l’azione amministrativa con questi gesti miserabili ha sbagliato interlocutori». «Anche perché – ribadisce – andiamo avanti lo stesso. Ancora più forti e ancora più uniti. Siamo una squadra: siamo un monolite granitico. Mi auguro che si risalga al responsabile», dice fiducioso.
Nuova intimidazione ad Andrea Nocita, il sindaco di Vibo: «Scenario sempre più inquietante, servono risposte»Intanto proseguono a ritmo serrato le indagini dei carabinieri, che hanno già acquisito le immagini di videosorveglianza presenti nella zona.