Sezioni
03/08/2026 ore 13.01
Cronaca

“Ristretti in Agosto”, gli avvocati della Camera penale vibonese in visita nel carcere della città

Diverse le note positive emerse tra cui una capienza di detenuti nei limiti di legge e l’apertura di un laboratorio di pasticceria e panetteria. Tra le criticità la mancanza di personale nell’area sanitaria e nel numero di agenti di polizia penitenziaria

di G.B.

Anche la Camera Penale di Vibo Valentia ha aderito all’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali italiane, con un accesso nella locale casa circondariale finalizzato a verificare le condizioni di detenzione delle persone private della libertà personale. L’iniziativa, che si rinnova ogni anno durante il periodo estivo, nasce dalla consapevolezza che i mesi di luglio e agosto rappresentano spesso un momento particolarmente delicato per gli istituti penitenziari, periodi durante i quali è necessario mantenere ancor più alta l’attenzione sulle condizioni di vita all’interno delle carceri. Nel corso della visita, una delegazione di avvocati della Camera Penale vibonese – gli avvocati Giuseppe Bagnato, Antonio Porcelli, Stefania Rombolà, Giosuè Monardo, Elisabetta Polito, Bruno Tassone, Davide Accorinti, Viola Bono e Gabriella Riga - è stata accolta dal vicedirettore dell’Istituto, Omar Milito, che ha guidato e accompagnato la delegazione insieme al commissario Rocchio.

Nel corso della visita la delegazione ha avuto modo di confrontarsi con la direzione dell’istituto, con gli educatori e il capo dell’area educativa, poi con il personale penitenziario e sanitario presente nell’istituto nonché con i detenuti, raccogliendo segnalazioni e criticità, constatando di presenza lo status attuale della Casa di reclusione di Vibo.

Tra le note positive emerse, ad avviso dei penalisti vibonesi, l’assenza di celle sovraffollate e un carcere che nel complesso ospita un numero di detenuti in conformità alla capienza regolamentare. Quindi l’assenza di suicidi in carcere a Vibo nell’anno 2025, mentre se ne registra uno nel 2026. Tante le iniziative prospettate della direzione del carcere per il futuro, tra cui l’apertura di un laboratorio di pasticceria e panetteria, nonché l’avvio a breve della realizzazione della c.d. “stanza dell’affettività”. Significativa è anche la presenza di un campetto di calcio e del teatro. Tuttavia dai dati forniti, ad avviso della Camera penale vibonese, emergono carenze di personale nell’area sanitaria e nel numero di agenti della polizia penitenziaria.

L’adesione della Camera Penale di Vibo Valentia si inserisce nel più ampio impegno dell’avvocatura penalista a favore della dignità della persona detenuta e della piena attuazione dell’articolo 27 della Costituzione, secondo il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato e non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. “Gli accessi, come nella presente iniziativa, dell’avvocatura all’interno degli istituti penitenziari – sottolinea il direttivo della Camera Penale – costituiscono un momento fondamentale di ascolto, verifica e confronto indispensabile per mantenere viva l’attenzione sulle criticità del sistema carcerario, soprattutto in un periodo dell’anno in cui il rischio di isolamento è maggiore. Ringraziamo la direttrice e il vicedirettore della Casa di reclusione di Vibo Valentia, nonché gli educatori e il personale della polizia penitenziaria per la collaborazione e la disponibilità dimostrate”. La relazione redatta all’esito della visita contribuirà quindi al monitoraggio nazionale promosso dall’Unione delle Camere Penali Italiane nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in Agosto”, con l’obiettivo di favorire interventi concreti a tutela dei diritti delle persone detenute e promuovere un sistema penitenziario sempre più rispettoso dei principi costituzionali.