Rinascita Scott: tornano in totale libertà gli imprenditori vibonesi Mario e Maurizio Artusa
Decisione della Corte d’Appello dopo la riforma della sentenza di secondo grado. Regge nei loro confronti l’accusa di associazione mafiosa
La prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro (giudice Giancarlo Bianchi presidente) ha revocato su istanza difensiva (avvocato Diego Brancia) la misura non custodiale dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria di Milano nei confronti di Mario Artusa, 60 anni, di Vibo Valentia, condannato in primo grado nell’ambito del maxiprocesso Rinascita Scott alla pena di anni 21 di reclusione, riformata in appello in 9 anni e 2 mesi di reclusione. Artusa è stato assolto in appello da diversi capi di imputazione tra cui l’estorsione in concorso contro Lopez Royo con revoca delle statuizioni civili. Per altri capi d’imputazione, unitamente al fratello Umberto Maurizio, è scattata in appello la prescrizione.
E sempre la prima sezione della Corte d’Appello di Catanzaro, questa volta in accoglimento di un’istanza presentata dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Francesco Gambardella, ha revocato la misura degli arresti domiciliari – ordinando l’immediata scarcerazione – anche nei confronti di Umberto Maurizio Artusa, 57 anni, di Vibo Valentia, condannato in appello alla pena di 8 anni e 2 mesi di reclusione. La scarcerazione è stata motivata dai giudici con il venir meno delle esigenze cautelari, atteso il periodo di presofferto pari a 6 anni. I fratelli Artusa, titolari di negozi di abbigliamento a Vibo Valentia e Lamezia Terme, nell’ambito del maxiprocesso Rinascita Scott rispondevano dei reati di associazione mafiosa (riconosciuta per entrambi per tale reato la penale responsabilità con esclusione dell'aggravante del reimpiego dei proventi illeciti nelle attività economiche), tentata estorsione (vicenda De Riso), estorsione e turbata libertà degli incanti.