Rimossi i blocchi, la strada provinciale Vibo-Stefanaconi riaperta a senso unico alternato
Con una nuova ordinanza, la Provincia ha revocato il provvedimento di chiusura e disposto la riapertura dell’arteria. Ora verrà posizionata una rete paramassi sul costone franato
Blocchi di cemento rimossi, strada riaperta. È finita l’Odissea per centinaia di automobilisti che - per quasi 15 giorni - hanno dovuto rinunciare a percorrere la strada provinciale n.15 Vibo-Stefanaconi, chiusa per un cedimento di massi sulla carreggiata a seguito delle abbondanti piogge che hanno interessato la zona. La strada è tornata ufficialmente transitabile oggi, facendo a seguito all’ordinanza n. 6 della Provincia di Vibo, a firma della titolare di posizione organizzativa della Macrostruttura Viabilità, Maria Giovanna Conocchiella, che ha disposto la revoca della precedente ordinanza di chiusura del 13 febbraio e la contestuale istituzione del senso unico alternato regolato con un semaforo.
Rilievi geologici sulla provinciale 15 tra Vibo e Stefanaconi, la strada verso la riapertura in settimanaQuest’ultimo provvedimento è propedeutico all’intervento di posizionamento di una rete paramassi sullo stesso costone franato che sarà eseguito dalla ditta Calabria Rocce, alla quale la Provincia fa obbligo di: «adottare tutte le misure idonee per la salvaguardia della pubblica incolumità; apporre la necessaria segnaletica sia di giorno che di notte; predisporre idonei sbarramenti per l’interdizione del transito in caso di reale necessità e tenuto conto delle lavorazioni da eseguire, al fine di ridurre i disagi per gli utenti stradali; evitare la formazione di code e garantire immediatamente il passaggio di mezzi di soccorso o in situazioni di emergenza».
Nell’ordinanza si precisa inoltre che «l’impresa Appaltatrice resterà unica responsabile, a qualsiasi effetto, di eventuali incidenti che dovessero verificarsi, nell’ambito dell’area di cantiere e nei tratti di istituzione del senso unico alternato, in conseguenza delle attività oggetto della presente ordinanza, restandone completamente sollevata la Provincia, nonché tutti gli impiegati da essa dipendenti».