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18/05/2026 ore 10.25
Cronaca

Rimossa la pensilina che si è abbattuta davanti al Municipio di Vibo ma la questione non è chiusa: dubbi sulla sicurezza

VIDEO | Come avvenne due mesi fa per quella installata davanti al Duomo, la struttura è stata sollevata da un braccio meccanico e portata via. L’episodio pone con urgenza la necessità di una ricognizione generale che possa offrire garanzie di incolumità ai cittadini

di Redazione

La scena si è ripetuta identica a due mesi fa: questa mattina è stata rimossa la pensilina che si era abbattuta al suolo davanti alla sede del Comune di Vibo. Come nel marzo scorso, quando fu rimossa quella davanti al Duomo, un camion con braccio meccanico l’ha sollevata di peso e portata via. L’unica differenza sostanziale è che quella davanti alla chiesa di San Leoluca non si era (ancora) ribaltata, sebbene dubbi sulla sicurezza e sui rischi per l’incolumità pubblica si fossero palesati anche allora, visto che le strutture in questione non risultano fissate al suolo.

Il nuovo intervento, dunque, chiude almeno materialmente l’episodio avvenuto nelle ultime ore davanti a Palazzo Luigi Razza, ma non archivia le domande che la caduta della pensilina ha inevitabilmente riportato al centro dell’attenzione. La struttura, installata insieme ad altre analoghe in diversi punti della città, si è abbattuta al suolo probabilmente a causa del vento. Per fortuna non risultano danni a cose o persone, ma l’immagine della pensilina rovesciata in un luogo centrale e quotidianamente attraversato da cittadini, dipendenti comunali e utenti degli uffici pubblici ha riaperto un fronte di preoccupazione che sembrava essersi solo momentaneamente sopito.

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Già a marzo, infatti, l’installazione di una pensilina identica davanti al Duomo di San Leoluca aveva provocato forti critiche. In quel caso le contestazioni erano nate anzitutto per la collocazione scelta, proprio sul sagrato della chiesa madre, in un’area di particolare pregio storico e architettonico. Ma accanto alle perplessità sull’impatto estetico erano emersi anche interrogativi ben più concreti: la struttura, come era stato notato fin da subito, non risultava ancorata al suolo. Un eventuale fissaggio, del resto, avrebbe richiesto valutazioni e autorizzazioni compatibili con la delicatezza del sito, a cominciare dal necessario coinvolgimento della Soprintendenza.

Dopo la tempesta di polemiche, il Comune corse ai ripari chiedendo alla ditta incaricata di rimuovere la pensilina davanti al Duomo. La stessa sorte toccò anche ad altre strutture già posizionate, tra cui quelle di viale della Pace e piazza Spogliatore.

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A questo punto, appare urgente che la questione venga affrontata dal Comune con una ricognizione puntuale di tutte le strutture simili ancora  presenti in città, offrendo ai cittadini garanzie sulla loro sicurezza e conformità alle normative in vigore. 

Il progetto delle pensiline era nato attraverso un avviso pubblico del Comune per l’installazione gratuita di dieci strutture e dieci paline digitali mediante sponsorizzazione. L’obiettivo dichiarato era quello di migliorare i servizi collegati al trasporto pubblico urbano, offrendo punti di attesa più funzionali per gli utenti. Un intervento pensato dunque come elemento di arredo e servizio, ma che finora ha finito per produrre soprattutto polemiche, prima per la scelta di alcuni luoghi di installazione e ora per i dubbi sulla sicurezza.