Ricordate Rosario Tavella? Il 70enne di Vena Superiore senza acqua in casa da maggio continua a cercare fontanelle dove riempire le taniche
VIDEO | Avevamo incontrato l’anziano a giugno davanti al Comune di Vibo mentre si approvvigionava da un rubinetto del Municipio, ora si rifornisce alla piscina comunale. «Ogni giorno così, non ce la faccio più»
Rosario Tavella lo avevamo incontrato a giugno davanti a Palazzo Luigi Razza, con le taniche nel bagagliaio dell'auto e un tubo collegato al rubinetto del Comune. Da allora, per lui, è cambiato poco. L'acqua nella sua abitazione di Vena Superiore continua ad arrivare con il contagocce e la necessità quotidiana di procurarsela è diventata una routine che va avanti da mesi.
Lo abbiamo incontriamo ieri in un altro luogo della città, alla piscina comunale. Anche qui c'è una fontanella e anche qui Tavella arriva con le sue taniche per fare rifornimento. Le riempie, le sistema in auto e poi torna a casa. Un viaggio che si ripete ogni volta che l'acqua serve per cucinare, lavare i piatti, pulire o semplicemente per le necessità quotidiane.
«Sono disperato. Non so più a chi rivolgermi», racconta il settantenne. La sua voce tradisce la stanchezza di chi da settimane è costretto a organizzare ogni gesto della giornata intorno a un bene che dovrebbe essere disponibile semplicemente aprendo un rubinetto.
Tavella è anziano, vive solo e deve fare i conti con una condizione fisica segnata da numerosi problemi di salute. Ha subito 28 interventi chirurgici. «Senza acqua in casa non riesco a fare nulla», ripete.
Vibo, da un mese fa la spola tra casa e Comune per riempire le taniche d'acqua: la faticosa routine di un 70enne trapiantatoUna vita organizzata intorno alle taniche
La situazione lo costringe a una gestione quotidiana fatta di spostamenti, contenitori da riempire e acqua da razionare. «Vorrei poter avere l'acqua in casa. Non chiedo altro», dice. Il problema, però, non riguarda soltanto lui.
«Le mie vacanze rovinate»
Tra le segnalazioni arrivate in redazione c’è quella di una ragazza di 18 anni che ha trascorso due settimane a Vibo Valentia nella casa dei nonni. Era arrivata dalla Lombardia con l'entusiasmo di chi torna nella terra della propria famiglia e immaginava una vacanza diversa. Invece ha dovuto fare i conti con la mancanza d'acqua.
«Non vedo l'ora di ritornare a casa mia», ha scritto alla nostra redazione, raccontando il disagio vissuto durante la permanenza.
Per due settimane, anche per lei, aprire il rubinetto non significava avere la certezza di trovare l'acqua. La famiglia ha dovuto ricorrere anche all'acquisto di acqua tramite autobotte, sostenendo una spesa di circa 80 euro per la fornitura.
«Quanto ancora dobbiamo aspettare?»
«Probabilmente il Comune si sta dando da fare per risolvere il problema, ma noi viviamo questa emergenza ogni giorno», dice Tavella. E aggiunge: «Perché nell'attesa della soluzione, il Comune non predisporre un servizio con un'autobotte per ridurre almeno il disagio?. Non risolverebbe il problema, ma ci aiuterebbe. Quanto ancora dovrò faticare per avere l'acqua?».