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05/09/2026 ore 08.37
Cronaca

Reddito di cittadinanza con tre identità false nel Vibonese, scatta il sequestro da 12.500 euro

La Guardia di Finanza ricostruisce i movimenti delle carte e individua un unico utilizzatore. Tra le operazioni anche spese per oltre 9mila euro nello stesso esercizio

di Redazione

Tre identità false per ottenere altrettante carte del reddito di cittadinanza e incassare indebitamente il sussidio. È il sistema che, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, sarebbe stato messo in piedi da un uomo residente nel Vibonese, già noto alle forze dell’ordine e imparentato con esponenti di una potente ’ndrina attiva sul territorio.

L’indagine, condotta dai finanzieri del Gruppo di Vibo Valentia sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, è partita da una più ampia analisi di rischio sui percettori del reddito di cittadinanza. Incrociando le informazioni contenute nelle banche dati in uso alle Fiamme Gialle sono emerse alcune anomalie relative ai requisiti necessari per ottenere il beneficio.

Gli approfondimenti investigativi avrebbero quindi consentito di concentrare l’attenzione su un percettore che, secondo gli investigatori, sarebbe riuscito a ottenere il sussidio presentando domande con tre diverse false identità.

Le verifiche sono state successivamente estese agli istituti di credito, consentendo ai finanzieri di individuare le carte collegate al reddito di cittadinanza e ricostruirne i movimenti.

Proprio l’analisi dei flussi finanziari ha fatto emergere un particolare ritenuto significativo dagli investigatori: 22 pagamenti, per un valore complessivo superiore a 9mila euro, sarebbero stati effettuati a favore di una nota pasticceria locale.

Seguendo i movimenti delle tre carte, le Fiamme Gialle sarebbero così riuscite a risalire all’unico effettivo utilizzatore e a ricostruire il presunto meccanismo della frode. Alla base del sistema ci sarebbe stata la creazione di tre carte d’identità false, utilizzate per ottenere il beneficio economico.

Al termine degli accertamenti l’uomo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia e gli investigatori hanno contestualmente richiesto l’adozione di una misura cautelare sulle somme ritenute indebitamente percepite.

Il Tribunale di Vibo Valentia, condividendo l’impostazione investigativa, ha disposto un sequestro preventivo per oltre 12.500 euro. Il provvedimento è stato già eseguito e ha consentito di sottoporre a vincolo beni mobili e immobili riconducibili all’indagato fino alla concorrenza dell’importo stabilito.

L’operazione si inserisce nell’attività della Guardia di Finanza contro le frodi ai danni della spesa pubblica e, in particolare, contro l’indebita percezione dei sostegni economici destinati alle persone che si trovano in condizioni di effettivo e documentato bisogno.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.