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06/03/2026 ore 06.15
Cronaca

Randagismo, dal canile di Vibo l’allarme dell’assessore Colelli: «Troppi Comuni senza convenzioni, il capoluogo paga per tutti»

Durante l’ultima puntata di Dentro la Notizia su LaC Tv l’esponente della giunta Romeo ha sottolineato che circa la metà delle amministrazioni vibonesi non dispongono di servizi adeguati, una situazione che finisce per gravare su Palazzo Luigi Razza

di Redazione

Il tema del randagismo torna al centro del dibattito pubblico nel Vibonese. A riaccendere l’attenzione è stata l’ultima puntata di “Dentro la Notizia” (rivedila QUI), il programma di approfondimento giornalistico di LaC Tv condotto da Salvatore Bruno, che ha dedicato l’intera trasmissione alla gestione dei cani vaganti e alle responsabilità istituzionali tra comuni, aziende sanitarie e volontariato.

In studio era presente Tiziana Bonofiglio, responsabile dell’Unità di Igiene urbana veterinaria dell’Asp di Cosenza, mentre dal canile comunale di Vibo Valentia è intervenuta l’inviata Cristina Iannuzzi, insieme alla presidente dell’associazione Argo Marika Barreca, all’assessore comunale al Randagismo Francesco Colelli e alla sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella, presidente di Anci Calabria.

Il collegamento dal canile vibonese ha mostrato da vicino la realtà quotidiana della struttura che oggi ospita quasi duecento animali. «Ad oggi con i cuccioli abbiamo 198 cani», ha spiegato Barreca, ricordando il lavoro quotidiano dei volontari che garantiscono assistenza e cura agli animali.

Ma è soprattutto l’intervento dell’assessore Francesco Colelli a mettere in evidenza una delle principali criticità del territorio. L’esponente dell’amministrazione comunale ha infatti sottolineato come il peso della gestione del randagismo ricada spesso su pochi enti locali.

«Ci troviamo in una realtà importante – ha detto – che è il canile comunale di Vibo Valentia, una struttura ben tenuta grazie soprattutto al lavoro dell’associazione Argo». Tuttavia, accanto all’aspetto positivo emerge un problema strutturale che riguarda l’intera provincia.

«Circa la metà dei comuni della provincia hanno convenzioni con i canili. Questo significa che ci sono almeno venti o venticinque comuni che non avendo convenzioni non accalappiano i cani randagi o, quando vengono recuperati, finiscono inevitabilmente nel comune di Vibo Valentia e quindi nel canile comunale».

Una situazione che comporta un peso economico significativo per l’ente capoluogo.

«Il Comune è chiamato a fare enormi sforzi per gestire molti più cani di quanti dovrebbe – ha spiegato Colelli – e l’associazione Argo è costretta a un lavoro ancora più grande per garantire assistenza agli animali». Il problema, ha aggiunto l’assessore, riguarda soprattutto i costi di gestione quotidiana della struttura: «Parliamo di spese importanti ogni mese, spese che un comune medio-grande come Vibo Valentia non può sostenere da solo».

Secondo Colelli, per affrontare davvero il fenomeno serve un intervento più ampio e coordinato tra istituzioni. «Gli animali vanno rispettati e tutelati, ma anche i comuni devono essere aiutati», ha affermato, sottolineando la necessità di una maggiore collaborazione tra amministrazioni e di un impegno più incisivo da parte degli altri livelli istituzionali.

Un appello che si inserisce in un quadro più generale tracciato nel corso della trasmissione, dove è emerso come il randagismo resti un problema diffuso in tutta la Calabria, aggravato dalla carenza di strutture e dalle difficoltà economiche degli enti locali.

Dal canile di Vibo Valentia, però, arriva anche il segnale di un impegno concreto che coinvolge volontari, istituzioni e cittadini. Un lavoro quotidiano che prova a garantire cure e possibilità di adozione agli animali recuperati sul territorio, nella speranza che il fenomeno possa essere affrontato con strumenti più efficaci e con una maggiore responsabilità condivisa.