Quattordici anni senza Filippo Ceravolo, la speranza di una famiglia che attende giustizia
La messa in suffragio celebrata nella grande chiesa di Soriano. Don Rosario Licciardello, durante la liturgia, ha ricordato ai presenti come il sorriso del 19enne non sia stato spento neppure dalla morte
Ci sono i familiari, papà Martino e mamma Anna, insieme alle persone più care a Filippo, ucciso a soli diciannove anni in un agguato mafioso nel quale è rimasto vittima innocente.
Il quattordicesimo anniversario della sua morte ha un sapore diverso rispetto ai tredici che lo hanno preceduto. Finalmente, il presunto mandante dell’agguato e alcuni dei presunti componenti del commando hanno un nome e un volto e dovranno rispondere delle accuse formulate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dai carabinieri.
Proprio alle forze dell’ordine Maria Joel Conocchiella, in rappresentanza dell’associazione Libera, ha rivolto il proprio ringraziamento.
Filippo Ceravolo, 14 anni di dolore e battaglie. Il padre Martino: «Il vero ergastolo lo scontiamo noi familiari»«Grazie alle donne e agli uomini dell’Arma dei carabinieri che oggi ci consentono di rendere onore alla memoria di Filippo, vittima innocente delle mafie, nella speranza di avere giustizia».
Una giustizia che, per papà Martino, può arrivare soltanto attraverso la certezza della pena. Il dolore è ancora presente, così come la ferita lasciata da una morte che ha stravolto la vita di un’intera famiglia.
«Ci sono cose che fanno male», dice Martino. «Fa male vedere sui social i parenti, qualche parente del presunto assassino di mio figlio, lamentarne l’assenza perché detenuto. Farebbero bene queste persone a suggerire ai loro congiunti di confessare i loro peccati, rammentando che io non ho più mio figlio e da quattordici anni non abbiamo pace».
Alla celebrazione hanno preso parte la comunità e le autorità istituzionali del territorio. Presenti il commissario prefettizio Sergio Raimondo, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i vertici del commissariato della Polizia di Stato di Serra San Bruno. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Sorianello, Sergio Cannatelli, insieme a diversi rappresentanti degli organi di informazione.
Accanto a Martino c’era Antonio Chieffallo, scrittore e saggista. Presenti anche i genitori di Pino Russo Luzza, altra vittima innocente delle mafie, la cui storia ha segnato profondamente la comunità delle Preserre vibonesi.
Una cerimonia composta e intensa, durante la quale don Rosario ha invitato i presenti a non cedere allo sconforto e a continuare a nutrire la speranza nella luce del Signore. La stessa luce che, nel ricordo di chi gli ha voluto bene, continua a brillare nel sorriso di Filippo Ceravolo.