Protesta dei Tir, il presidio di Vibo smobilita: via i blocchi a Sant’Onofrio. Anche da Lamezia arriva lo stop alla protesta: «Non siamo gente che rompe le vetrine»
Dopo sei giorni di paralisi, i manifestanti liberano lo svincolo autostradale nel Vibonese al termine dei colloqui con la Questura. L'annuncio dell'associazione degli autotrasportatori apre la strada alla ripresa della circolazione. Decisivi gli sviluppi di una giornata segnata dalla linea dura del Governo
La protesta degli autotrasportatori in Calabria comincia a mostrare i primi segnali di smobilitazione. Le prime notizie arrivano da Vibo Valentia e Lamezia Terme, dove, dopo sei giorni di blocchi e tensioni, si apre la strada alla ripresa della circolazione dei mezzi pesanti. Nel Vibonese i manifestanti che presidiavano lo svincolo autostradale di Sant’Onofrio hanno deciso di rimuovere i blocchi stradali, al termine di una serie di colloqui con la Questura. Quasi contemporaneamente, da Lamezia è arrivato l'annuncio ufficiale di Fedralog, che ha comunicato la sospensione del fermo dei servizi di trasporto. Sono i primi segnali concreti di un allentamento della protesta che dal 16 ottobre ha paralizzato la movimentazione delle merci in gran parte della regione.
La linea dura del Governo e il rischio carcere
La svolta arriva al termine di una giornata difficile e convulsa, segnata dalla decisione del Governo di adottare la linea dura contro i blocchi stradali. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo alla Camera, ha annunciato che il Viminale sta procedendo all'identificazione dei manifestanti, anche in vista della rimozione dei presidi. Il ministro ha chiarito che impedire il passaggio dei camion, pur lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con possibili conseguenze penali.
Nel 2025 il Governo Meloni, con il nuovo decreto Sicurezza, ha trasformato in reato anche il blocco della circolazione attuato con il proprio corpo, precedentemente punito con una sanzione amministrativa. La pena prevista è la reclusione fino a un mese o una multa fino a 300 euro, mentre se il fatto è commesso da più persone riunite la reclusione va da sei mesi a due anni.
Protesta dei Tir, il Governo sceglie il pugno duro: «Il Viminale sta identificando i camionisti per rimuovere i presidi». Ma la Calabria non arretraSei giorni di paralisi: supermercati vuoti e imprese in difficoltà
I primi segnali di smobilitazione arrivano quando le conseguenze del fermo sono ormai pesantissime anche nel Vibonese. Supermercati con gli scaffali progressivamente svuotati dei prodotti freschi, carburante agli sgoccioli in diversi distributori e lunghe file alle pompe ancora rifornite. Sul fronte produttivo, proprio oggi Confindustria Vibo Valentia ha lanciato l'allarme sul rischio di sospensione delle attività entro 24-48 ore, con ripercussioni anche su aziende storiche come Callipo e Caffo. Anche Ance ha denunciato le difficoltà dei cantieri per il mancato arrivo dei materiali.
In serata era arrivato anche l'appello del presidente della Regione Roberto Occhiuto, che aveva invitato i manifestanti a interrompere i blocchi per evitare ulteriori danni all'economia calabrese.
Fedralog sospende il fermo: «Ma senza risposte marceremo su Roma»
Nel comunicato diffuso da Lamezia, Fedralog spiega di aver deciso di sospendere il fermo per «senso di responsabilità verso la collettività, le imprese, i cittadini e per la tutela della sicurezza nazionale». Una scelta che l'associazione definisce sofferta, motivata dalla volontà di non aggravare ulteriormente le difficoltà delle filiere agroalimentari e industriali.
«Non siamo una categoria che fa disordine pubblico o che scende in piazza per rompere le vetrine. Siamo lavoratori, imprenditori e famiglie che da sempre dimostrano un profondo rispetto per le regole e per il Paese», sottolinea Fedralog, che ringrazia Occhiuto e l'assessore regionale Antonio Montuoro per l'impegno nella creazione della Consulta regionale dell'Autotrasporto.
La sospensione del fermo non rappresenta però la fine della vertenza. «Confidiamo che nell'incontro fissato per il prossimo 27 ottobre con il ministro Matteo Salvini arrivino finalmente le soluzioni concrete e tanto attese», si legge nella nota. In caso contrario, l'associazione annuncia un grande corteo verso Roma con tutti i mezzi.
Per il Vibonese, intanto, la rimozione dei blocchi a Sant’Onofrio apre la possibilità di ripristinare gradualmente il trasporto delle merci e i rifornimenti. La smobilitazione è cominciata, ma il quadro complessivo della protesta resta ancora in evoluzione.