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23/10/2026 ore 13.42
Cronaca

Protesta dei Tir, 35 sindaci del Vibonese scrivono a Meloni e Salvini: «I blocchi sono finiti, ma la battaglia continua»

Appello unitario degli amministratori locali al Governo e alla Regione per chiedere interventi strutturali contro il caro carburanti e le difficoltà delle imprese. I primi cittadini riconoscono il senso di responsabilità dei manifestanti dopo la rimozione dei blocchi, ma avvertono: «Le criticità restano irrisolte»

di Redazione

Trentacinque sindaci della provincia di Vibo Valentia fanno fronte comune per sostenere le ragioni della protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori calabresi. Dopo la rimozione dei blocchi che nelle ultime settimane hanno paralizzato parte del sistema dei trasporti e della distribuzione delle merci, gli amministratori locali chiedono al Governo e alla Regione Calabria di non considerare conclusa la vertenza. «La fine dei blocchi non significa la fine della battaglia», avvertono in un appello unitario indirizzato alle istituzioni.

Il documento, che vede tra i firmatari il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, è stato inviato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al presidente della Regione Roberto Occhiuto e a Franco Barbalace, alla guida della Provincia di Vibo Valentia.

Al centro dell'iniziativa ci sono le difficoltà economiche che interessano famiglie, lavoratori e imprese, aggravate dall'aumento dei prezzi del carburante, dell'energia e dei costi di produzione. Una situazione che, secondo i sindaci, richiede risposte strutturali e non interventi limitati alla gestione dell'emergenza.

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Il sostegno alle proteste e il riconoscimento ai manifestanti

Nell'appello gli amministratori sottolineano di aver seguito «con attenzione e vicinanza» le mobilitazioni che hanno interessato il territorio calabrese, ricordando come la protesta abbia avuto origine proprio nel Vibonese per poi estendersi al resto della regione.

I sindaci descrivono le manifestazioni come «pacifiche e civili», svolte nel rispetto dell'ordine pubblico e delle forze dell'ordine, alle quali rivolgono un ringraziamento.

Particolare rilievo viene attribuito alla decisione di rimuovere i blocchi stradali, considerata un segnale di responsabilità nei confronti della collettività e del sistema economico.

«La rimozione dei blocchi avvenuta nelle ultime ore rappresenta un importante atto di responsabilità verso i cittadini e le attività economiche», si legge nel documento. Una scelta che, secondo i firmatari, conferma «la grande sensibilità e senso del dovere che caratterizza questi lavoratori calabresi».

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«Restano irrisolte le criticità che hanno portato alla protesta»

La cessazione dei blocchi, tuttavia, non cancella le ragioni che hanno spinto migliaia di lavoratori a mobilitarsi.

I sindaci richiamano l'aumento dei costi di produzione, la riduzione dei margini delle imprese, le difficoltà del comparto agricolo e logistico e gli storici svantaggi infrastrutturali della Calabria. Questioni che continuano a penalizzare la competitività del sistema produttivo regionale e a pesare sulle prospettive economiche delle famiglie.

Per questo motivo chiedono «l'apertura di un confronto serio e permanente con il territorio» e l'adozione di interventi strutturali in grado di offrire certezze alle imprese e maggiore serenità ai cittadini.

Gli amministratori ribadiscono inoltre la propria vicinanza alle rivendicazioni del mondo produttivo, assicurando sostegno alle iniziative democratiche e pacifiche finalizzate a ottenere risposte dalle istituzioni.

Il messaggio conclusivo è netto: «La protesta si stempera. La battaglia per la dignità del lavoro, per le imprese e per il futuro della nostra terra continua».

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I 35 sindaci che hanno sottoscritto l'appello

Il documento raccoglie le firme di 35 primi cittadini della provincia di Vibo Valentia. Hanno aderito Enzo Romeo (Vibo Valentia), Antonino Schinella (Arena), Lidio Vallone (Briatico), Rossana Tassone (Brognaturo), Marco Martino (Capistrano), Enrico Sorrentino (Cessaniti), Raffaele Scaturchio (Dasà), Antonino Di Bella (Dinami), Alessandro Porcelli (Drapia), Francesco Fazio (Fabrizia), Anna Bartucca (Filadelfia), Rita Fuduli (Filandari), Massimo Trimmeliti (Filogaso), Giuseppe Pizzonia (Francavilla Angitola), Pasquale Vivona (Gerocarne), Fabio Signoretta (Jonadi) e Giuseppe Rizzello (Maierato).

Completano l'elenco Fortunato Giordano (Mileto), Francesco Angilletta (Mongiana), Antonio Lampasi (Monterosso Calabro), Giuseppe Marasco (Nicotera), Vincenzo Caruso (Pizzoni), Luca Alessandro (Polia), Caterina Contartese (Rombiolo), Nicola Brosio (San Calogero), Nicola Derito (San Costantino Calabro), Pasquale Farfaglia (San Gregorio d'Ippona), Antonino Pezzo (Sant'Onofrio), Gennaro Crispo (Simbario), Sergio Cannatelli (Sorianello), Antonio Rosso (Spadola), Enzo Marasco (Spilinga), Egidio Servello (Vallelonga), Enzo Massa (Vazzano) e Maria Budriesi (Zaccanopoli).

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