Processo Rimpiazzo, dure condanne per Sasha Fortuna e il collaboratore Raffaele Moscato
Altre due condanne per imputati di Palermo coinvolti nel traffico di droga insieme al clan dei Piscopisani. Si tratta di posizioni che venivano dal troncone in abbreviato annullato con rinvio dalla Cassazione
Sentenza della terza sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro (presidente il giudice Antonio Battaglia) per quattro imputati dell’operazione “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani che in primo grado erano stati giudicati con rito abbreviato. Questo il verdetto dei giudici: 18 anni e 8 mesi Sasha Fortuna, 46 anni, di Vibo, residente nel Bolognese; 4 anni e 6 mesi Gaetano Rubino, 45 anni, di Ficarazzi, provincia di Palermo; 4 anni e 6 mesi Giovanni Giardina, 48 anni, di Palermo; 18 anni e 6 mesi Raffaele Moscato, 40 anni, di Vibo Marina, collaboratore di giustizia, che è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio in favore di Chiaromonte srl, Regione Calabria, Provincia di Vibo Valentia, Comune di Vibo, Associazione Antiracket di Vibo (tutti parti civile). Sasha Fortuna, Gaetano Rubino e Giovanni Giardina sono stati invece condannati al pagamento delle spese di giudizio nei confronti della Regione Calabria, la Provincia di Vibo, il Comune di Vibo e l’Associazione Antiracket di Vibo. Per Rubino e Giardina la Cassazione aveva annullato senza rinvio su un’aggravante legata al quantitativo di stupefacente rimettendo alla Corte d’Appello di Catanzaro per rideterminazione della pena. Annullamento senza rinvio aveva incassato poi Gaetano Rubino per un singolo capo di imputazione. Per Raffaele Moscato l’annullamento con rinvio era invece legato al diniego nella continuazione dei reati. La pena per lui, nonostante lo sconto di pena per la collaborazione (è ritenuto tra i collaboratori più attendibili in Calabria), è particolarmente severa, anche se le rapine a mano armata contestate ed a lui ricondotte erano parecchie. Per Sasha Fortuna l’annullamento con rinvio riguardava tre capi di imputazione e il diniego alla continuazione dei reati. Rispondeva principalmente di reati legati al traffico di stupefacenti per conto del clan dei Piscopisani. La scelta del rito alternativo è valsa agli imputati uno sconto di pena pari ad un terzo. Associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, traffico di stupefacenti, intestazione fittizia di beni, rapina e danneggiamento i reati, a vario titolo, contestati. L’operazione è scattata ad aprile dello scorso anno con il coordinamento della Dda di Catanzaro, mentre le indagini sul “campo” sono state condotte dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia. Da ricordare che Sasha Fortuna è fratello di Davide Fortuna, ucciso nel luglio del 2012 sulla spiaggia di località Pennello di Vibo Marina).
Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Luigi La Scala e Gabriele Bordoni (per Sacha Fortuna), Giuseppe Bagnato e Valerio Vianello Accorretti (per Giovanni Giardina), Domenico La Blasca (per Gaetano Rubino). Il collaboratore di giustizia, Raffaele Moscato, era invece assistito dall’avvocato Annalisa Pisani.