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29/06/2026 ore 15.43
Cronaca

Processo Maestrale-Olimpo-Imperium, restano valide le assoluzioni del rito abbreviato: dichiarato inammissibile l'appello della Dda - NOMI

La Corte d'Appello di Catanzaro stoppa l'impugnazione della Procura per un vizio nelle modalità di deposito telematico. Confermate le assoluzioni, totali e parziali, di 35 imputati del troncone abbreviato del maxi processo

di Redazione Cronaca

Colpo di scena nel processo d'Appello Maestrale-Olimpo-Imperium, il maxi procedimento nato dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sui clan del Vibonese. La Terza sezione penale della Corte d'Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Antonio Battaglia con a latere Antonio Giglio e Carlo Fontanazza, ha dichiarato inammissibile l'appello presentato dal pubblico ministero contro la sentenza emessa il 20 marzo 2025 dal gup di Catanzaro nel procedimento celebrato con rito abbreviato.

Accolta l’eccezione degli avvocati Rotundo e Miceli

La decisione è arrivata dopo l'accoglimento dell'eccezione sollevata dai difensori, in particolare dagli avvocati Sergio Rotundo e Michelangelo Miceli, alla quale hanno successivamente aderito anche gli altri legali degli imputati.

Al centro della vicenda vi sono le modalità di deposito dell'atto di appello. Secondo la Corte, dal 31 marzo 2025 gli appelli contro le sentenze emesse nei procedimenti definiti con rito abbreviato devono essere depositati esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale del processo penale telematico, pena l'inammissibilità.

Nel caso in esame, invece, il deposito dell'impugnazione da parte della Procura è avvenuto con modalità ritenute non conformi. I giudici hanno richiamato anche il recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui l'appello del pubblico ministero proposto tramite Pec, anziché attraverso il portale dedicato, è inammissibile per i procedimenti definiti con rito abbreviato dopo il 31 marzo 2025.

Respinte le tesi della Procura

Respinta anche la tesi della Procura, che aveva sostenuto la possibilità di utilizzare ancora il cosiddetto "doppio binario", richiamando un decreto del presidente del Tribunale di Catanzaro che consentiva il deposito cartaceo degli atti fino al 30 giugno 2026. Per la Corte, tuttavia, quel provvedimento riguardava esclusivamente problematiche organizzative interne dell'ufficio Gip-Gup e non certificava un malfunzionamento del sistema telematico tale da giustificare il deposito con modalità diverse. Rigettata anche la richiesta subordinata di rimessione in termini, non essendo emerse situazioni riconducibili a caso fortuito o forza maggiore.

Definitiva l’assoluazione dell’avvocato Sabatino

La pronuncia riguarda anche la posizione dell'avvocato Francesco Sabatino, assolto in primo grado con la formula piena "perché il fatto non sussiste", nei cui confronti la Dda aveva proposto appello chiedendo la riforma della sentenza. L'inammissibilità dell'impugnazione rende definitiva anche la sua assoluzione.

La decisione interessa complessivamente 35 imputati per i quali la Direzione distrettuale antimafia aveva impugnato le assoluzioni, totali o parziali, pronunciate nel giudizio abbreviato. Con il pronunciamento della Corte d'Appello restano quindi ferme le decisioni di primo grado per tutte le posizioni coinvolte dall'appello.

Gli imputati oggetto dell’appello della Procura dichiarato inammissibile