Processo Maestrale, Cesare Pasqua torna in libertà in attesa della sentenza
Decisione del Tribunale di Vibo Valentia in accoglimento di un’istanza dei difensori. L’ex dirigente dell’Asp si trova sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione e minaccia aggravata
Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente il giudice Rossella Maiorana) , in accoglimento di un’istanza proposta dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Vincenzo Pasqua, ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei confronti del dottore Cesare Pasqua, 77 anni, ex capo Dipartimento Prevenzione dell’Asp, disponendone l’immediata liberazione. Il dirigente sanitario di Vibo Valentia, originario di Nicotera, era stato arrestato e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari nel settembre del 2023 nell’ambito dell’operazione antimafia “Maestrale-Carthago”, attualmente in fase di chiusura dibattimentale. Le accuse mosse dalla Dda di Catanzaro nei confronti del dottore Cesare Pasqua vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa allo scambio elettorale politico-mafioso sino alla corruzione aggravata dalle finalità mafiose e alla minaccia aggravata dall’uso di un’arma e dal metodo mafioso.
Secondo l’assunto accusatorio, il dottore Cesare Pasqua, in qualità di dirigente del Servizio di Prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia, avrebbe intessuto negli anni legami molto stretti con la criminalità organizzata, in particolare con la cosca dei Mancuso di Limbadi, con la cosca dei Fiarè di San Gregorio d’Ippona e con alcuni clan mafiosi di Mileto. Cesare Pasqua si sarebbe quindi messo a disposizione, quale dirigente dell’Asp, delle articolazioni mafiose di Limbadi e San Gregorio d’Ippona e delle ulteriori articolazioni a queste collegate asservendo - mediante abuso e mercimonio della funzione pubblica ricoperta - l’Asp di Vibo Valentia alle esigenze della criminalità organizzata ed intervenendo in favore di tali consorterie in occasione di problematiche burocratiche sorte nell’ambito di procedure amministrative di competenza dell’Asp ovvero di controlli o sequestri posti in essere nei confronti di imprese di interesse delle cosche in modo da favorire i sodalizi criminali. Ciò anche con riferimento allo specifico settore della gestione del ristoro ospedaliero per gli ospedali di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno, nel cui ambito negli anni il dottore Cesare Pasqua avrebbe adeguato la propria azione agli equilibri mafiosi, ostacolando imprenditori del settore non riconducibili al presunto “sistema” spartitorio realizzato da Gregorio Coscarella (ritenuto legato al clan Fiaré), ovvero agevolando quegli imprenditori che godevano del suo benestare come nell’occasione in cui avrebbe favorito illecitamente l’affidamento del servizio di mensa ospedaliera dei nosocomi ricadenti nella competenza dell’Asp di Vibo Valentia all’azienda dell’imprenditore di Mileto Domenico Colloca, quest’ultimo ritenuto dagli inquirenti associato alla ‘ndrina di Paravati e a disposizione del presunto capo ‘ndrina Michele Galati. È proprio nell’ambito del settore delle mense ospedaliere che vengono contestate al dottore Cesare Pasqua le ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso e di corruzione aggravata dalla finalità agevolativa. Stando alla ricostruzione accusatoria, il dottore Cesare Pasqua - in cambio della promessa da parte del Colloca di procacciare dei voti per il figlio candidato alle elezioni regionali del 2020, vale a dire Vincenzo Pasqua, si sarebbe impegnato ad aiutare e favorire il Colloca nella sua attività lavorativa di preparazione dei pasti per gli ospedali di Tropea e Vibo Valentia, attività di fatto subappaltata da altra società aggiudicataria del servizio a seguito della chiusura delle mense di quei nosocomi per carenze igienico-sanitarie disposta da Pasqua. In attesa della sentenza, prevista per fine giugno, il Tribunale di Vibo Valentia ha accolto l’istanza formulata dalla difesa e ha disposto la scarcerazione dell’imputato.