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03/03/2026 ore 06.15
Cronaca

Pizzo, Tresoldi torna dopo 13 anni dal suo “Collezionista di venti” danneggiato dal maltempo

L’artista di fama internazionale rientra nella cittadina tirrenica per verificare le condizioni della scultura in rete metallica. Accolto dall’associazione Radici e dall’amministrazione comunale, valuterà un intervento di manutenzione dopo i danni causati dai cicloni di febbraio

di Cristina Iannuzzi

A tredici anni dall’installazione, lo scultore Edoardo Tresoldi è tornato a Pizzo per toccare con mano la sua prima opera pubblica: Il collezionista di venti.

Il sopralluogo si è reso necessario dopo l’ondata di maltempo che nelle scorse settimane ha colpito la Calabria, provocando danni alla struttura in rete metallica. Ad accoglierlo, il presidente dell’associazione Radici, Domenico Ceravolo e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Pititto.

«Oggi riabbracciamo, dopo circa 13 anni, l’artista che ha realizzato quest’opera importantissima per Pizzo», ha dichiarato Ceravolo. «Una scultura che dialoga con il vento e la luce e contempla il mare. Per noi la bellezza pubblica non va solo inaugurata ma va anche tutelata».

Il maltempo ha danneggiato la testa e alcune parti degli arti della scultura. Nei giorni successivi l’associazione è intervenuta per una prima manutenzione, ma ora si punta a un’azione più approfondita che sarà valutata direttamente dall’artista.

Non c’è pace per le opere di Tresoldi: a Pizzo il maltempo danneggia Il collezionista di venti

Tresoldi ha spiegato che non sono previste modifiche strutturali: «Sono venuto a vedere come sta e capire come consolidare alcune parti».

L’artista ha sottolineato come l’opera, nonostante il tempo trascorso e le condizioni atmosferiche, sia «ancora intatta e ben preservata», anche grazie alla cura costante della comunità locale.

Per Tresoldi si tratta di un ritorno dal forte valore simbolico. Il collezionista di venti rappresenta l’inizio del suo percorso nella scultura: «È l’opera da cui ho cominciato a fare le mie opere scultoree», ha ricordato. «All’epoca il mio linguaggio tecnico era molto diverso da oggi, ma è affascinante vedere come un lavoro nato in modo semplice, anche con poche risorse, sia ancora qui».

Tra i monumenti più fotografati

Nel corso degli anni la scultura è diventata uno dei soggetti più fotografati dai turisti che visitano la cittadina tirrenica. L’opera è tra i siti più visitati della Calabria, contendendo il primato alla Chiesetta di Piedigrotta e collocandosi simbolicamente subito dopo i Bronzi di Riace.