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20/04/2026 ore 06.15
Cronaca

Pizzo, nuova Caravella portoghese ma stavolta è viva: il VIDEO di un pescatore riaccende i timori

Dopo i ritrovamenti delle scorse settimane, la pericolosa “medusa” viene osservata galleggiare sotto costa. Sono in tutto sei gli avvistamenti registrati in due mesi nel Golfo di Sant’Eufemia, quattro dei quali nel Vibonese. Le autorità raccomandano cautela: «Non toccatela e segnalate»

di E.D.G.

E quattro. Ma la nuova Caravella portoghese avvistata nel Vibonese questa volta era viva e vegeta, non spiaggiata, ma galleggiante sotto costa, con la sua vescica piena d’aria, la “vela” che la trascina in giro, affiorante a pelo d’acqua. Il nuovo avvistamento si è verificato ancora una volta a Pizzo, dove un altro esemplare della pericolosa “medusa” era stato trovato a febbraio, ma spiaggiato. A individuare la Caravella in mare è stato un pescatore, Giancarlo Lauro. Suo il video inviato a Il Vibonese.

Assume dunque la dimensione di una vera e propria emergenza la presenza di questo celenterato lungo il litorale vibonese. Per il suo aspetto viene spesso scambiata per una singola medusa, ma è in realtà un sifonoforo, cioè una colonia di individui collegati e fisiologicamente integrati tra loro al punto da essere reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza. È dotata di tentacoli lunghi oltre 10 metri e capaci di provocare punture molto dolorose.

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Le conseguenze di un incontro accidentale possono essere molto gravi, visto che è considerato uno degli animali marini più pericolosi per l’uomo, secondo in termini di conseguenze solo alla temuta “medusa cubo”, diffusa soprattutto in Australia e nel Sud-est asiatico, dove, d’altronde, si aggira normalmente anche la Caravella portoghese. Ma il mondo è cambiato e specie considerate “aliene” si stanno diffondendo anche nel Mediterraneo, come il pesce scorpione o i barracuda, che ormai non sono più una rarità nei nostri mari.

Ma la Caravella portoghese da queste parti non si era mai vista, anche se era già stata riscontrata la sua presenza nelle acque che bagnano la Sardegna e la Sicilia. Ora è la volta della Calabria e, in particolare, del Golfo di Sant’Eufemia. Sono sei in tutto gli esemplari avvistati negli ultimi due mesi: a Lamezia e Nocera Terinese e poi nel Vibonese, a Bivona, Vibo Marina e due a Pizzo.

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Una presenza che allarma anche le autorità. Il Comune di Vibo e la Guardia costiera, infatti, chiedono prudenza, invitando chiunque avvisti un esemplare a segnalarlo senza toccarlo. Ovviamente, come spesso accade in questi casi, non mancano le polemiche e le critiche di chi paventa un eccessivo allarmismo e teme ricadute sul turismo. Ma questa è cronaca, il resto sono opinioni.