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01/10/2026 ore 18.43
Cronaca

Pizzo, la guerra per lo stadio Tucci finisce davanti al Tar: nel mirino tariffe, orari e accesso alla struttura

Al centro del contenzioso le competenze del concessionario, le tariffe e la disponibilità degli spazi. Sotto la lente anche i campetti di Sant'Antonio e il divieto di accesso alla struttura

di Lorenzo Muratore

La controversia sulla gestione degli impianti sportivi comunali di Pizzo entra in una nuova fase. Dopo settimane di diffide, accessi agli atti e prese di posizione contrapposte, l’Asd Città di Pizzo ha portato la vicenda davanti al Tribunale amministrativo regionale, contestando le modalità attraverso le quali viene disciplinato l’utilizzo del campo sportivo comunale “Vincenzo Tucci”.

Il contenzioso prende le mosse dalla convenzione del 24 gennaio 2024 con la quale il Comune ha affidato la gestione dell’impianto all’Asd Pizzo, ex Real Pizzo. Un rapporto tuttora vigente, ma sul quale si è progressivamente innestato un confronto più ampio: accesso alla struttura, tariffe, orari, disponibilità degli spazi e rapporti tra concessionario e altre associazioni sportive.

Nel frattempo, il quadro amministrativo si è arricchito di un passaggio rilevante. Il 21 settembre il Consiglio comunale ha approvato il Regolamento per l’utilizzo del “V. Tucci”, stabilendo che la disciplina dell’impianto debba trovare applicazione indipendentemente dal soggetto al quale ne sia affidata la gestione. Nella stessa deliberazione viene inoltre precisato che le tariffe applicabili sono quelle approvate dalla Giunta comunale con la deliberazione n. 142 del 31 agosto 2026 e che restano vigenti fino a eventuale successiva modifica dell’organo competente.

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È proprio questo uno dei passaggi che adesso alimentano il confronto. All’Asd Città di Pizzo è stato infatti sottoposto dall’attuale concessionario un “Accordo settimanale/mensile per l’utilizzo del Campo sportivo comunale V. Tucci”, ma a che titolo? Il documento stesso chiarisce già nelle premesse che il proprietario dell’impianto è il Comune di Pizzo, mentre l’Asd Pizzo opera in qualità di concessionaria e gestore.

L’accordo attribuisce però al gestore un ruolo centrale nell’organizzazione dell’utilizzo: disciplina la durata, le fasce orarie, la programmazione delle giornate e prevede che l’eventuale prosecuzione dell’uso sia subordinata a una nuova conferma. Sono inoltre previste ipotesi di sospensione o revoca dell’autorizzazione.

Ed è proprio sul rapporto tra queste previsioni e la natura pubblica dell’impianto che si concentra una parte della contestazione. Sul piano economico, alcuni elementi coincidono con quanto stabilito dal Comune. L’accordo indica infatti per l’utilizzo mensile 300 euro fino a 18 ore, 450 euro fino a 24 ore e 650 euro fino a 30 ore, importi presenti anche nel tariffario comunale. Quest’ultimo, però, contempla anche forme di utilizzo continuativo stagionale, con 2.500 euro fino a 150 ore e 4.000 euro fino a 250 ore, opzioni che non compaiono nel ‘’contratto’’ sottoposto all’Asd Città di Pizzo.

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Il regolamento comunale delimita inoltre con chiarezza le competenze in materia tariffaria. Nelle disposizioni generali è previsto che le tariffe siano determinate dal Comune e che il soggetto gestore debba applicare esclusivamente quelle approvate dall’Ente, senza introdurre autonomamente maggiorazioni, riduzioni o agevolazioni, salvo quanto espressamente previsto dagli atti di affidamento.

Resta poi la questione degli orari. L’accordo rinvia a un prospetto predisposto o confermato dal concessionario, mentre l’Asd Città di Pizzo contesta la corrispondenza tra alcune condizioni prospettate e il quadro approvato dal Comune.

Già nelle settimane precedenti l’associazione aveva tentato di superare lo stallo attraverso una proposta indirizzata direttamente all’Amministrazione. Nell’istanza del 12 settembre aveva offerto 8mila euro per l’intera stagione sportiva 2026-2027, indicando circa 600 ore di attività, oltre alle gare ufficiali, e chiedendo che il pagamento fosse effettuato direttamente in favore del Comune, proprietario della struttura. Nello stesso atto veniva rappresentata l’esigenza di garantire l’attività sportiva di oltre 130 minori.

Ma il “Tucci” non esaurisce la questione. Nel confronto rientrano infatti anche i campetti comunali di località Sant’Antonio, anch’essi appartenenti al patrimonio dell’Ente e ricompresi nell’ambito della gestione sportiva. Rispetto a queste strutture, nei documenti non emerge un quadro tariffario analogo a quello approvato per il “V. Tucci”, né una disciplina altrettanto puntuale degli orari di utilizzo. È uno dei punti rimasti sullo sfondo nelle ultime settimane.

A rendere ancora più delicata la situazione è poi la questione dell’accesso. Tra gli atti figura anche una comunicazione, inviata via Pec, del responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune con la quale viene impedito all’Asd Città di Pizzo di accedere al “V. Tucci” e di utilizzare o spostare le attrezzature presenti all’interno. Una circostanza che assume particolare rilievo perché parte di quel materiale, tra cui palloni e dotazioni per gli allenamenti, risulterebbe appartenere alla stessa associazione.

Nel frattempo l’attività sportiva è stata trasferita fuori città. I ragazzi dell’Asd Città di Pizzo vengono allenati tra Mileto e Filadelfia, nonostante sul territorio comunale siano presenti sia il “Tucci” sia i campi di Sant’Antonio.