Pizzo, fermato il taglio dell’albero secolare che svetta nel centro storico: volevano costruire una piscina, cima recisa
L’antico esemplare di Araucaria, classificato come “monumentale”, risultava in buone condizioni vegetative. Nonostante la diffida del Comune a non procedere, questa mattina la motosega si è messa al lavoro poi l’arrivo della polizia municipale e lo stop
Sono iniziate alle prime luci dell’alba le operazioni illegali di abbattimento dell’albero secolare situato nei presi di piazza Procopio a Pizzo, nel cuore del centro storico, nonostante i vincoli di tutela e una precedente diffida del Comune. Un episodio che ha suscitato sconcerto nella comunità napitina.
L’esemplare, un’Araucaria (detto anche l’Albero dei dinosauri, perché considerato un fossile vivente), con oltre duecento anni di vita, è sottoposto a vincolo di monumentalità ai sensi della Legge n. 10 del 2013 e del D.M. 23 ottobre 2014, oltre a essere riconosciuto di rilevante interesse pubblico in base al D.Lgs. 42/2004. Tali disposizioni ne vietano l’abbattimento, salvo specifiche autorizzazioni da parte degli enti competenti.
Il terreno su cui insiste l’albero è stato recentemente acquistato da un privato di Soriano Calabro, che avrebbe previsto la realizzazione di una piscina. Nonostante la diffida formale dell’Amministrazione comunale, che intimava di astenersi da qualsiasi intervento non autorizzato, le operazioni di taglio sono state comunque avviate.
Durante la mattinata è poi intervenuta la polizia municipale, su disposizione del Comune, che ha bloccato le attività in corso. Secondo quanto emerso da accertamenti effettuati il 16 marzo scorso dal Nucleo Carabinieri Forestale Calabria, l’albero si presenta in buone condizioni vegetative.
L’amministrazione comunale ha comunicato, attraverso i social, di aver avviato le procedure per l’accertamento delle responsabilità e per l’adozione dei provvedimenti previsti dalla normativa vigente.
Ora l’auspicio è che il taglio della cima già effettuato non comprometta la vita dell’antico albero, che da due secoli dome il panorama di Pizzo e rappresenta un inconfondibile segno identitario del centro vibonese.