Pistola lanciata da una finestra durante una perquisizione, condannato imputato di Nicotera
L’arma trovata dai carabinieri in un’abitazione di Comerconi. Sentenza definitiva della Cassazione
Ricettazione, detenzione di arma clandestina nonché detenzione illegale di un artificio pirotecnico. Questi i reati per i quali è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 2 anni e 2 mesi, più 4.667 euro di multa Francesco Lentini, 34 anni, di Comerconi, frazione del comune di Nicotera. La sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro era stata emessa il 21 gennaio dello scorso anno, mentre in primo grado la condanna con rito abbreviato era arrivata il 23 marzo 2023 da parte del gip del Tribunale di Vibo Valentia. Per la Cassazione, in tema di determinazione della pena nel reato continuato, qualora l'entità dell’aumento non si ponga al di sopra della media della pena irrogabile a titolo di continuazione, non sussiste un obbligo di specifica motivazione. Quanto al diniego delle circostanze attenuanti generiche, lo stesso è per la Cassazione adeguatamente motivato con il richiamo all'allarme sociale del fatto. Francesco Lentini, unitamente al fratello Pantaleone, era stato arrestato (e poi scarcerato) nel 2020 in flagranza di reato per la detenzione di una pistola 9×21 con matricola abrasa (ritenuta arma clandestina), più otto colpi all’interno del caricatore. La pistola era stata scoperta dai carabinieri della Stazione di Nicotera nel gennaio del 2020 quando nel corso di una perquisizione domiciliare i militari dell’Arma si accorgevano che da un’abitazione veniva lanciato un oggetto che, recuperato, si scopriva essere un’arma da fuoco. I due fratelli Lentini sono noti alle cronache. In particolare nel giugno del 2017 Francesco Lentini è stato denunciato con l’accusa di aver favorito la latitanza del boss Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”, catturato il 28 giugno 2017 dai carabinieri di Joppolo e Nicotera e dai militari dell’Arma della Compagnia d’intervento operativo del XIV battaglione “Calabria” dopo un anno di irreperibilità. Francesco e Pantaleone Lentini ancora prima erano stati condannati per la coltivazione di una maxipiantagione, composta da oltre 80mila piante di marijuana, scoperta dalla polizia nell’agosto del 2013 nella zona Casilino di Roma. Nell’occasione era stata trovata anche canapa indiana già essiccata per un peso complessivo di 54 chili.