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28/04/2026 ore 06.15
Cronaca

Piedigrotta, fondi ancora bloccati: 1,8 milioni di euro non trovano la strada di Pizzo per il restauro della Chiesetta

Comune e direzione dei Musei Civici tornano a sollecitare risposte dal Ministero della Cultura dopo il tavolo convocato in Prefettura. I fondi già stanziati non vengono erogati nonostante l’urgenza di intervenire per salvare un luogo iconico tra i più visitati in Calabria

di Redazione

La Chiesa di Piedigrotta resta al centro del confronto istituzionale a Pizzo, dove si è svolta una riunione di coordinamento dei Musei Civici di Pizzo per affrontare le criticità che interessano uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio culturale e identitario del territorio vibonese e dell’intera Calabria. Il nodo resta il trasferimento dei fondi già stanziati per il restauro: 1,8 milioni di euro destinati agli interventi di risanamento e messa in sicurezza della chiesetta, ma ancora fermi in attesa della firma dell’accordo tra la Soprintendenza e la Regione Calabria. Un luogo iconico tra i più visitati della Calabria, assediato però dall’erosione costiera e dal rischio concreto di scomparire.

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Il tavolo istituzionale e il nodo dell’accordo

L’incontro si inserisce in un percorso già avviato e che, tra i vari passaggi, ha visto anche la convocazione di un tavolo presso la Prefettura di Vibo Valentia lo scorso primo aprile, presieduto dal prefetto Colosimo. Alla riunione hanno preso parte, per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, l’architetto Rita Cicero e l’avvocato Barraci, insieme al sindaco di Pizzo Sergio Pititto, al responsabile dell’Ufficio tecnico, l’architetto Donato, e alla direttrice dei Musei Civici, Mariangela Preta.

Sul caso si è registrato anche un interessamento a livello nazionale, con un’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Anna Laura Orrico, già sottosegretaria alla Cultura. Un’iniziativa che ha contribuito ad accendere l’attenzione sulla necessità di intervenire con urgenza.

Nonostante i passaggi istituzionali già compiuti, la situazione resta bloccata. A mancare è la firma dell’accordo tra la Soprintendenza e la Regione Calabria, atto indispensabile per consentire il trasferimento delle somme stanziate e l’avvio degli interventi.

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La richiesta al Ministero della Cultura

Nel corso della riunione è stato evidenziato che è già stata trasmessa una richiesta formale alla Direzione generale del Ministero della Cultura, con l’obiettivo di sollecitare un intervento risolutivo e accelerare l’iter amministrativo.

La direttrice dei Musei Civici, Mariangela Preta, ha ribadito: «L’Amministrazione comunale e la direzione dei Musei Civici stanno mettendo in campo ogni azione possibile, con senso di responsabilità e spirito istituzionale, per tutelare e salvaguardare un bene unico come la Chiesa di Piedigrotta. Tuttavia, nonostante l’impegno profuso, ci troviamo ancora in una fase di stallo determinata esclusivamente dalla mancata formalizzazione dell’atto tra gli enti competenti».

L’appello del Comune di Pizzo

Anche il sindaco Sergio Pititto ha richiamato la necessità di procedere senza ulteriori rinvii: «Non è più accettabile che, a fronte di risorse già stanziate e di un’emergenza evidente, il territorio debba continuare ad attendere per un passaggio burocratico. La Chiesa di Piedigrotta è un patrimonio identitario e culturale di valore nazionale e non può essere ostaggio di ritardi amministrativi. Chiediamo con forza che si proceda immediatamente alla firma dell’accordo e che tutte le istituzioni competenti si assumano la responsabilità di sbloccare una situazione che non può più essere rinviata».

L’Amministrazione comunale rinnova quindi un appello alle istituzioni coinvolte affinché si arrivi con urgenza alla sottoscrizione dell’accordo, passaggio necessario per sbloccare le risorse e consentire l’avvio degli interventi di tutela.

«Non è più il tempo dell’attesa – ha aggiunto Preta – ma quello della responsabilità. Piedigrotta non può aspettare. È un patrimonio che appartiene non solo alla nostra comunità, ma all’intero Paese».

L’auspicio del Comune è che, anche alla luce dell’attenzione già dimostrata dalla Prefettura e dal Governo, si possa arrivare in tempi rapidi a una soluzione definitiva, evitando ulteriori ritardi che potrebbero compromettere la conservazione del bene.