Pedone investito a Ricadi: nessuna truffa assicurativa, vibonese assolto a Milano
Il processo partito dopo la denuncia della Compagnia assicurativa. Prevale la linea del difensore rispetto alla tesi della Procura
Il Tribunale di Milano ha assolto perché il fatto non sussiste Marco Ciancio, 40 anni, di Vibo Valentia, dal reato di concorso in fraudolento danneggiamento di beni assicurati. La Procura aveva chiesto la condanna ad un anno, mentre la difesa – rappresentata dall’avvocato Demetrio Procopio del Foro di Vibo – aveva chiesto l’assoluzione. Parte civile era costituita la Compagnia assicurativa Zurich e in aula erano stati sentiti nel corso del processo tutti i testimoni indicati dalla Procura (ben 6 testimoni), tra cui anche il legale rappresentante dell'agenzia di investigazione della Compagnia assicurativa che aveva avviato le indagini da cui era partita la denuncia/querela. Ciancio, in concorso con altro imputato di Ricadi poi stralciato in quanto deceduto nel corso del processo, al fine di conseguire l’indennizzo di un’assicurazione stipulata con la Zurich avrebbe denunciato un sinistro asseritamente avvenuto il 24 maggio 2019 alle ore 14:30 in via Roma a Ricadi tra una Fiat Panda condotta da Marco Ciancio e un pedone (l’altro imputato poi deceduto nelle more del processo). Tale ricostruzione è stata smentita dalla testimonianza resa dal dottore dell’ospedale di Vibo, il quale aveva raccontato ai carabinieri che il pedone si era ferito mettendo il piede in fallo nei pressi di un marciapiedi perdendo così l’equilibrio. Nessuno dei presenti – ad avviso del dottore – aveva parlato di sinistro stradale. Successivamente – secondo l’accusa – Marco Ciancio aveva inoltrato alla Compagnia assicurativa Zurich denuncia di un sinistro in cui confermava invece la dinamica dell’incidente stradale contro il pedone il quale a sua volta aveva inviato alla Compagnia assicurativa richiesta di risarcimento per le lesioni personali. Per il Tribunale di Milano non ci si trova dinanzi a nessun reato prevalendo le argomentazioni difensive da qui l’assoluzione dell’imputato.