Parco urbano di Vibo, operai del Comune al lavoro dopo le polemiche sulla manutenzione dell’area verde
VIDEO | Il ronzio dei decespugliatori ha accolto stamane quanti si sono recati tra i vialetti della villa comunale di Moderata Durant. La sfalciatura delle erbacce però resta solo uno degli aspetti su cui è necessario intervenire
Due operai muniti di decespugliatore si sono messi al lavoro di buona lena, stamane, al Parco urbano di Vibo Valentia. Le feroci polemiche domenicali, innescate dai gruppi d’opposizione e rilanciate da un post dal deputato forzista Giuseppe Mangialavori, hanno probabilmente indotto il Comune a dare un primo segnale rispetto alla manutenzione dell’ampio spazio pubblico. Anche questa mattina meta di numerosi cittadini.
Tra un comunicato stampa e una replica stizzita, i vibonesi continuano infatti a fruire assiduamente del parco in questi giorni, invogliati dalle temperature miti, e con sentimenti che spaziano tra la rassegnazione di chi ormai ha fatto l’abitudine alla condizione non esattamente accogliente dell’area e la consapevolezza di chi, anche stamattina, commentando la canea di polemiche, ricorda come la situazione non fosse molto diversa quando a governare la città era la controparte che oggi contesta la gestione.
La nota positiva è rappresentata dall’attenzione con la quale l’associazione Moderata Durant cura le aiuole che le sono state affidate, quelle più prossime al cancello d’ingresso, debitamente segnalate dai classici cartelli “Il verde è curato da…”. Attorno però la situazione non è delle migliori, e anche se gli operai stanno provvedendo a sfoltire la vegetazione nei pressi di campetti e ai bordi dei vialetti, il quadro complessivo appare alquanto confusionario.
Parco urbano di Vibo, il Comune replica alle accuse di degrado: «Manutenzione avviata, critiche sono solo propaganda»Ci sono la biodiversità e le fioriture stagionali da tutelare, certo, ma la motivazione che il Comune ha avanzato per giustificare il mancato sfalcio appare più un espediente momentaneo che un nobile intento ecologista. Altrimenti non si spiegherebbe come, attorno ad un’esplosione di fiori di campo e graminacee, l’erba cresca alta anche a soffocare giovani pini messi da poco a dimora, o le panchine e le staccionate divelte.
Arriverà il trattore con la trincia, assicura il Comune, ma il mezzo meccanico, da solo, non rimetterà in sesto tutto il resto: gli arbusti schiantati a terra, le siepi rivedibili, gli alberi danneggiati dal maltempo e bisognosi di potature, le reti da cantiere cadenti che perimetrano una zona del parco in cui sono stivati materiali di ogni tipo. Anche l’area attrezzata posta sotto sequestro dopo il tragico incidente costato la vita al piccolo Francesco, resta interdetta a tutti, tranne che alla vegetazione che si fa beffa dei divieti.
Ad essere rivisto, probabilmente, dovrebbe essere il modello di gestione del grande parco. Un luogo che oggi, anche grazie agli interventi di riqualificazione dell’area esterna e all’apertura del nuovo teatro, potrebbe davvero rappresentare un valore aggiunto in un quartiere periferico che va a conquistare una nuova centralità. E diventare, il parco stesso, un contenitore di bellezza, iniziative, socialità e, perché no, di... biodiversità.