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16/10/2026 ore 13.46
Cronaca

Parcheggio nei pressi di un lido e autorizzazioni contestate, assolta la moglie del boss di Briatico

Il processo in Tribunale a Vibo Valentia nato da un servizio di controllo del territorio effettuato il 18 agosto 2022 dalle forze dell’ordine

di G. B.

Il Tribunale di Vibo Valentia ha assolto per insussistenza del fatto Carmela Napoli, 67 anni, difesa dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Davide Accorinti, dall’accusa di aver realizzato un parcheggio alla marina di Briatico, in prossimità dello stabilimento balneare denominato “U lidu da Nonna”. Il processo a carico di Carmela Napoli, moglie del boss di Briatico Antonino Accorinti (attualmente detenuto in regime di carcere duro e condannato in via definitiva nell’operazione “Costa Pulita”), nasce da un servizio di controllo effettuato il 18 agosto 2022 presso il lido balneare (all’epoca gestito dall’imputata) dai carabinieri unitamente a personale della Guardia di Finanza.

In quella circostanza, gli investigatori avevano avuto modo di verificare che un vasto appezzamento di terreno adiacente al lido della Napoli era stato adibito a parcheggio per le auto dei numerosi vacanzieri presenti, che pagavano la sosta per la quale veniva emesso lo scontrino. I controlli delle forze dell’ordine avevano poi portato al sequestro dell’area contestando a Carmela Napoli il reato di abuso edilizio in quanto assente qualsiasi tipo di autorizzazione per adibire l’area a parcheggio. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia aveva convalidato il sequestro, validando l’ipotesi d’accusa per come ricostruita dall’accertamento della polizia giudiziaria.

Il provvedimento di sequestro era stato quindi impugnato dai difensori di Carmela Napoli dinanzi al Tribunale del Riesame attraverso l’esposizione di una serie di argomentazioni difensive poi accolte dai giudici che, conseguentemente, avevano restituito il terreno ai legittimi proprietari. Dopo la chiusura delle indagini preliminari, la Procura di Vibo Valentia ha quindi chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’imputata. Nel corso del processo dibattimentale, attraverso l’audizione dei testi e del consulente tecnico di parte, i difensori della Napoli sono riusciti a dimostrare, oltre alla regolarità amministrativa dell’attività della moglie del boss, anche l’insussistenza di lavori o interventi sul terreno tali da richiedere il rilascio di un permesso a costruire. L’aver poi adibito un appezzamento di terreno a parcheggio per le auto non ha comportato una trasformazione della destinazione d’uso dello stesso e, pertanto, non è stata ravvisata alcuna violazione edilizia prevista dal Testo unico in materia. Al termine del giudizio di primo grado, il Tribunale di Vibo Valentia, in accoglimento delle argomentazioni difensive prospettate dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Davide Accorinti, ha così deciso di assolvere Carmela Napoli perché il fatto non sussiste.