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22/08/2026 ore 12.11
Cronaca

Orrore a Vibo, la badante ha «operato» l’anziano che accudiva con un coltello da cucina: «Aveva un animale nella pancia»

La ricostruzione della Questura: nella camera da letto sarebbe stata allestita una rudimentale sala operatoria. Antonio Reggio, ex professore del liceo classico, resta ricoverato in prognosi riservata. Per la donna, accusata di tentato omicidio, disposta la custodia cautelare in carcere

di Redazione

Una rudimentale «sala operatoria» allestita nella camera da letto, sostanze che avrebbero avuto effetto sedativo e una lacerazione praticata all’addome con un coltello da cucina. Emergono nuovi e inquietanti dettagli su quanto accaduto a Antonio Reggio, 87enne ex professore del liceo classico, trovato gravemente ferito nella propria abitazione di Vibo Valentia, vicenda per la quale nei giorni scorsi era stata fermata la badante dell’uomo, una cittadina ucraina gravemente indiziata del reato di tentato omicidio aggravato.

A ricostruire quanto sarebbe accaduto nella notte del 19 agosto è ora la Questura di Vibo Valentia, che ha reso noti gli esiti dei primi accertamenti condotti dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. Nel frattempo il fermo eseguito dalla Polizia è stato convalidato dall’autorità giudiziaria, che ha disposto nei confronti della donna la custodia cautelare in carcere.

L’intervento della Polizia era scattato intorno alle 2.50, quando, su disposizione della Sala operativa della Questura, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico erano intervenuti in un’abitazione del capoluogo in seguito a una richiesta di soccorso.

Una volta entrati nell’appartamento, i poliziotti avevano trovato l’87enne, originario di Nicotera ma residente a Vibo Valentia, privo di coscienza e disteso sul letto. Sul corpo, in particolare nella zona addominale, erano state posizionate diverse bende intrise di sangue.

L’uomo è stato immediatamente soccorso dal personale sanitario e trasferito in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale Jazzolino. Gli accertamenti clinici e diagnostici, secondo quanto riferisce la Questura, hanno evidenziato un’emorragia toracica massiva, una ferita da taglio nella regione ipogastrica e multiple fratture scomposte. Considerata la gravità delle condizioni, il paziente è stato successivamente trasferito d’urgenza in un ospedale di Catanzaro, dove risulta tuttora ricoverato con prognosi riservata.

La «sala operatoria» nella camera da letto

Le indagini sono state immediatamente avviate dalla Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia e coordinate dalla Procura della Repubblica. Secondo quanto comunicato dalla Polizia, gli accertamenti finora svolti avrebbero consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti della badante.

La donna aveva iniziato a lavorare nell’abitazione dell’anziano alla fine di giugno, sostituendo temporaneamente una collega connazionale, e avrebbe dovuto concludere il proprio incarico il 20 agosto.

Secondo la ricostruzione investigativa riferita dalla Questura, la badante avrebbe allestito all’interno della camera da letto dell’87enne una rudimentale «sala operatoria», somministrando poi all’uomo sostanze che avrebbero avuto effetto sedativo. Dopo averlo addormentato, sempre secondo l’ipotesi investigativa, gli avrebbe praticato una lacerazione nella zona addominale utilizzando un coltello da cucina.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati diversi coltelli, guanti in lattice e una confezione di sodio cloruro che, secondo quanto riportato nel comunicato, sarebbero stati utilizzati o comunque predisposti dalla donna per ledere la persona offesa.

«Volevo rimuovere un animale dall’addome»

Restano ancora da chiarire le motivazioni della condotta contestata. La Questura riferisce che la donna, interrogata alla presenza del proprio difensore, avrebbe dichiarato di aver agito perché intenzionata a rimuovere un non meglio precisato «animale» presente, a suo dire, nell’addome dell’uomo.

Alla luce degli elementi raccolti e ritenendo sussistente un concreto pericolo di fuga – valutato, tra gli altri aspetti, in relazione alla presenza di una valigia già predisposta e all’assenza di una stabile dimora – la Squadra Mobile aveva proceduto d’iniziativa al fermo di indiziato di delitto. La donna era stata quindi condotta nella Casa circondariale di Reggio Calabria su disposizione del pubblico ministero di turno.

Nella giornata di oggi, 22 agosto, l’autorità giudiziaria competente ha convalidato il fermo e disposto nei confronti della donna la misura della custodia cautelare in carcere.

La stessa Questura precisa infine che i provvedimenti adottati nella fase delle indagini non implicano alcun accertamento definitivo di responsabilità e che la persona sottoposta a procedimento non può essere considerata colpevole fino a quando l’eventuale colpevolezza non venga accertata con una sentenza o un decreto penale di condanna irrevocabili.