Operazione “Portosalvo”: lascia il carcere per i domiciliari con braccialetto Nazzareno Patania
Il 53enne di Stefanaconi è stato assolto a novembre dall’accusa di essere tra i mandanti dell’omicidio di Davide Fortuna venendo invece condannato per la detenzione e la ricettazione di un’arma
Passa dal carcere agli arresti domiciliari con obbligo di indossare il braccialetto elettronico, Nazzareno Patania, coinvolto nell’operazione “Portosalvo” della Dda di Catanzaro. Il 53enne di Stefanaconi era detenuto dal maggio del 2024 in quanto accusato di essere tra i mandanti dell’omicidio di Davide Fortuna, quest’ultimo ritenuto elemento del clan dei Piscopisani (contrapposto al clan Patania) ed ucciso sulla spiaggia di località Pennello di Vibo Marina il 6 luglio del 2012. Nei confronti dello stesso Nazzareno Patania con l’operazione “Portosalvo” sono stati contestati anche una serie di reati in materia di armi e ricettazione aggravata. Rinviato a giudizio per il reato di omicidio, aggravato dalle finalità mafiose, nonché per i reati attinenti alle armi e alla ricettazione - all’esito del giudizio con rito abbreviato –, il pm aveva chiesto per Nazzareno Patania la condanna alla pena dell’ergastolo. Il gip distrettuale di Catanzaro, in accoglimento delle deduzioni difensive degli avvocati Antonio Larussa e Alessandro Diddi, il 21 novembre scorso ha però assolto Nazzareno Patania dal reato di omicidio aggravato (condannati all’ergastolo i fratelli Salvatore e Saverio Patania), ritenendolo invece colpevole per il reato di detenzione illegale di arma e ricettazione, condannandolo quindi alla pena di 4 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione. In accoglimento di apposita istanza degli avvocati Larussa e Diddi, il gip Gilda Romano ha quindi oggi disposto la scarcerazione di Nazzareno Patania (ininterrottamente detenuto dal maggio del 2024) con la concessione degli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico di controllo.