Operazione Jerakarni, il Tdl annulla la misura per 42enne di Sorianello che torna in libertà
È accusato del reato di associazione mafiosa e in particolare di essere l’armiere della cosca Emanuele-Idà
Lascia il carcere e ritorna in libertà Marco Stramondinoli, 42 anni, di Sorianello, arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata Jerakarni. La decisione è del Tribunale del Riesame di Catanzaro in accoglimento di un ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe Di Renzo. All’indagato viene contestato il reato di associazione mafiosa in quanto – ad avviso della Dda di Catanzaro – risulta “inserito a pieno titolo nella consorteria degli Emanuele in qualità di partecipe, collaborando direttamente con i vertici dell’organizzazione criminale”. In particolare è accusato di aver ricoperto il ruolo di "armiere" della cosca, mettendosi continuamente a disposizione per custodire armi, droga ed esplosivo per conto del clan Emanuele-Idà, “ruolo che gli stessi sodali alla cosca gli riconoscono affermandolo più volte”.
Scontro tra clan nelle Preserre, il tentato omicidio a colpi di kalashnikov di Domenico Zannino contestato a 7 indagatiAvrebbe inoltre ricevuto “immediata assistenza economica da parte della cosca a seguito di arresto” per come emerge da una conversazione ambientale ove, a poche ore dall'arresto dello stesso Stramondinoli, Salvatore Emmanuele avrebbe commentato la decisione del fratello Giovanni Emmanuele di donare proprio a Stramondinoli “i proventi da loro ottenuti nella vendita a Sant'Onofrio di fuochi pirotecnici rubati”. La Dda sottolinea inoltre che Marco Stramondinoli si sarebbe prestato a fornire la “disponibilità ad assumere presso la propria impresa soggetti detenuti facenti parte della cosca di riferimento al fine di far ottenere a questi particolari benefici penitenziari. A conferma di ciò, Marco Stramondinoli ha avanzato una richiesta di assunzione del detenuto Pietro Simoncini all'interno dell’omonima ditta individuale, al fine di facilitare la concessione a quest'ultimo di benefici penitenziari e nello specifico l'affidamento al Servizio Sociale tramite lavoro esterno”. Avrebbe inoltre partecipato, unitamente a Giovanni Emmanuele, “ad appostamenti finalizzati all'eliminazione di appartenenti alla fazione opposta” dei Loielo.